Leapmotor, raddoppio globale: nessuno si aspettava di vederla in cima alle classifiche

Leapmotor chiude giugno con 93.376 consegne globali, record assoluto per il marchio. Nel primo semestre 2026 il doppio rispetto al 2025.
leapmotor showroom

Bisogna rassegnarsi a non chiamarla più “promessa” cinese, perché ormai il successo travolgente sembra consacrato. 93.376 veicoli consegnati in un solo mese, il miglior risultato mensile nella storia di Leapmotor, ed è arrivato a giugno, giusto per festeggiare la prima metà dell’anno con sicurezza. Rispetto allo stesso periodo del 2025, la crescita è del 95%. Rispetto a maggio, un ulteriore +14,47%. Non si tratta certo di un picco, perché il costruttore sta ingranando una marcia che gli altri faticano a seguire.

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Il secondo trimestre racconta quindi la stessa storia con numeri ancora più pesanti. Tra aprile e giugno, Leapmotor ha consegnato 246.332 veicoli, l’83,68% in più rispetto all’anno scorso. Nei primi sei mesi del 2026 il totale raggiunge 356.487 unità, quasi il doppio rispetto alla prima metà del 2025. Sono cifre che smettono di essere eccezionali e diventano strutturali.

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Leapmotor non è più la startup che prometteva di sfidare i grandi. A fine giugno il contatore delle consegne cumulative ha superato quota 1.552.590 veicoli nel mondo. Per un marchio giovane, è un traguardo che cambia la narrativa, dato che non si parla più di potenziale, ma di realtà industriale.

La Cina resta il cuore pulsante del business, ma la parte internazionale ha superato il 12% delle consegne totali nel primo semestre. È ancora una quota contenuta, inevitabile per chi sta costruendo la propria rete fuori dai confini cinesi. La direzione, però, è crescere dove il mercato dell’elettrico accessibile e tecnologico non ha ancora un riferimento solido.

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La formula su cui si regge tutto è meno complessa di quanto si potrebbe pensare. Modelli competitivi, prezzi aggressivi, tecnologia senza fronzoli. Leapmotor non si rivolge agli entusiasti dell’elettrico ma a chi vuole un’auto moderna, concreta, sostenibile nel prezzo oltre che nelle emissioni. Tutto da guadagnare sul fronte estero. D’altronde, crescere in Cina, oggi, è quasi un prerequisito, convincere il resto del mondo è un’altra partita.