Yakudo, in giapponese evoca dinamismo e vitalità, significa letteralmente energia pulsante. Mazda lo ha scelto per battezzare la serie speciale con cui aggiorna la MX-5 per il Model Year 2027.

La piccola roadster si presenta al Salone Auto Torino (da domani 11 settembre) con un pacchetto che mescola artigianato giapponese e tradizione racing europea. Le pinze Brembo anteriori e posteriori sono verniciate in argento, i cerchi RAYS forgiati da 16 pollici arrivano in Black, la capote Soft Top è in Light Grey.

Dentro, l’Alcantara prende il posto dei rivestimenti standard. Qualcuno potrebbe chiamarli solo “dettagli”, certo, ma su una macchina come la MX-5, i dettagli sono tutto. L’icona, d’altronde, è già uno status certificato da decenni.

L’allestimento Homura riceve a sua volta un po’ di pepe: cerchi in lega RAYS neri da 16 pollici, freni Brembo rossi e una taratura specifica degli ammortizzatori Bilstein che include anche la barra duomi anteriore. Si tratta di una scelta che parla direttamente a chi la MX-5 la guida davvero, non solo la parcheggia e la osserva pensando a quanto rare siano oggi le roadster.
Arriva anche un nuovo colore, Zinc Green, che cambia faccia a seconda della luce. In condizioni di scarsa illuminazione diventa profondo e quasi minerale, alla luce diretta emerge una brillantezza metallica che lo rende tutt’altro che discreto.
Sul fronte meccanico, il motore Skyactiv-G aspirato da 1,5 litri guadagna 4 CV e arriva a 136 CV, con 155 Nm di coppia. Consumi in calo a 6,1 l/100 km nel ciclo WLTP, emissioni a 139 g/km di CO2. Niente elettrificazione, niente turbo, Mazda difende il concetto di purezza con una coerenza che nel 2026 ha quasi il sapore di una dichiarazione politica.
Sul fronte sicurezza, il Driver Attention Alert, il sistema che monitora l’attenzione del conducente, diventa di serie su tutti gli allestimenti. Quasi in contraddizione con una macchina che nasce per tenerti sveglio.
Il futuro della MX-5 resta avvolto nell’incertezza: si parla di elettrificazione, di possibili collaborazioni, di un’erede che potrebbe non assomigliarle affatto. Nel frattempo, Mazda porta a Torino una roadster affinata, curata e, nel 2027, ostinatamente analogica.
