Quello che Horse Powertrain, la joint venture nata dalla collaborazione strategica tra Geely e Renault, aveva promesso sembra stia per diventare realtà: trasformare le auto elettriche in ibride con pochi, geniali passaggi. Il debutto commerciale del cosiddetto Future Hybrid System, parte della famiglia X-Range, è atteso per il 2027.

La vera trovata ingegneristica di Horse Powertrain risiede nella compattezza del modulo. Motore termico, cambio, motore elettrico ed elettronica di potenza sono concentrati in un unico blocco. Questa architettura modulare ha un vantaggio estetico e pratico: permette di ridurre lo sbalzo anteriore di circa 150 mm rispetto ai sistemi ibridi tradizionali. Questo significa che il pacchetto può essere installato su un pianale nativo elettrico con modifiche minime alla scocca e ai processi produttivi, un vero e proprio sogno per i costruttori che vogliono massimizzare la flessibilità.
Il sistema si presenta in due varianti, una orientata alle prestazioni (larga 74 cm) che combina due motori elettrici in configurazione P1+P3, e una più compatta (larga 65 cm) che utilizza un singolo motore P2. Entrambe le versioni sono abbinate a un quattro cilindri 1.5 e a un cambio dedicato per applicazioni ibride.

La flessibilità è l’elemento chiave. L’architettura è compatibile sia con configurazioni ibride plug-in che con i discussi range extender, oltre a supportare trazione anteriore o integrale persino su vetture compatte. Inoltre, è perfettamente integrato con componenti tipici delle piattaforme elettriche, inclusi i sistemi HVAC privi di PFAS (le sostanze perfluoroalchiliche, molto inquinanti).
Ma la vera chicca per il futuro è la compatibilità con i carburanti alternativi. Oltre alla benzina tradizionale, il sistema supporta l’E85, il metanolo M100 e i carburanti sintetici. E per i modelli di segmento inferiore, è già in sviluppo una variante a tre cilindri che, riducendo ulteriormente la larghezza di circa 70 mm, potrebbe rendere il sistema adatto a qualsiasi piccola utilitaria.
Horse Powertrain, come è intuibile, non è esattamente una “start-up improvvisata”. Tutt’altro. È nata nel 2023 ma vanta già 17 stabilimenti produttivi, cinque centri di ricerca e sviluppo e circa 19.000 dipendenti. Un nome molto importante nel panorama e che sta costruendo un’alternativa per “tornare indietro” rispetto all’elettrico. Viste le circostanze.
