La crescita del mercato auto italiano a gennaio 2026 è un flop: ecco perché

L’apparente crescita del mercato delle auto, il +6,35% decretato dai conteggi, in realtà cela una realtà più amara: un boom del noleggio a breve termine nasconde il flop.
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A gennaio 2026, il mercato delle auto in Italia viaggia su 141.980 immatricolazioni, pari a un incremento del 6,2%. Ma è un bluff. Stando a Dataforce, bisogna solo dire grazie al fortissimo incremento del noleggio a breve termine. Considerando solo i numeri dei privati, degli acquisti diretti delle società e del noleggio di lungo termine, il responso di gennaio è un -2% rispetto allo scorso anno. I quasi 8 punti algebrici di crescita del nolo breve fa arrivare il totale al +6,2%. 

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Boom del noleggio a breve termine, perché

Il noleggio di breve termine, che quest’anno ha una stagionalità molto anticipata su gennaio a causa dei giochi olimpici, e dalle solite auto-immatricolazioni (km zero). Insomma, le società di noleggio hanno comprato tantissimi veicoli più del solito, da girare ai turisti (e agli atleti) in gara alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.

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Appena l’effetto Olimpiadi sarà svanito, il mercato scenderà ai consueti livelli che gli competono: il grigiore assoluto, coi privati in fuga dalle concessionarie del nuovo. Al massimo, vanno a cercare le seconda mano nei saloni.

Elettrico a due facce, vince l’ibrido

Sul fronte delle alimentazioni, la quota delle elettriche si attesta al 6,6% (9.446 unità), in calo rispetto ai picchi di novembre (12,2%) e dicembre (11,0%). È in crescita rispetto al 5% di gennaio 2025. Le ibride plug-in (PHEV) continuano invece salire: la quota di gennaio raggiunge l’8,7%, nettamente sopra il 3,7% di gennaio 2025.

Secondo Motus E, “in assenza di una accurata pianificazione degli strumenti di supporto alla domanda, l’Italia rischia seriamente di diventare un Paese di secondo piano nello scacchiere automotive europeo”. Cosa serve? Un intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali, anche in considerazione dei target proposti da Bruxelles per questo decisivo canale di mercato, che in Italia poggia ancora su un impianto normativo fermo agli anni 1990.

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A nostro avviso, proprio eventuali multe UE agli Stati che non dovessero rispettare i target delle grandi flotte green potrebbero fare da stimolo per la revisione fiscale nella nostra nazione. Si passa delle sanzioni lato offerta (le Case) alle sanzioni lato domanda.

Previsioni pessime

Per il 2026, la previsione Unrae (Case estere) conferma una domanda debole e un volume di 1.540.000 immatricolazioni, in lieve aumento (+0,9%) sul 2025, con un recupero limitato (circa 14.000 unità). Rispetto al 2019 il divario rimane gigantesco (-19,7%, pari a 377.000 vetture in meno). Per il biennio 2027-2028, l’Associazione stima un mercato ancora sotto 1,6 milioni. Per il momento Dataforce conferma la previsione per l’anno nuovo di un mercato dell’auto da 1.612.000 unità, con un incremento che potrebbe attestarsi attorno al 5%. 

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E i Gruppi?

Stellantis targa a gennaio 4.790 auto in più (+11,32%): quindi la quota di mercato è del 33%. Il Gruppo Volkswagen cresce del 4,01%, mentre Renault abbassa le immatricolazioni a gennaio del 24,45%. E i marchi? Brilla Fiat, che cresce del 20% nelle immatricolazioni, anche grazie al contributo di Grande Panda, che inizia ad accelerare le consegne e con 3.300 unità si piazza al quarto posto dei modelli più venduti. Mentre Pandina si mantiene al vertice.