Oltre un miliardo in fumo per il caro carburanti: il portafoglio ricorderà quest’estate (più di voi)

Ad agosto 2026 benzina e diesel costano fino al 30% in più rispetto a un anno fa. Gli italiani spenderanno oltre un miliardo in più.
carburanti italia

Agosto 2026 sta per acquistare un altro significato oltre a ferie, caldo e sdraio sotto l’ombrellone: salasso nazionale. Parliamo di oltre un miliardo in più per l’aumento dei prezzi dei carburanti. Non è un “titolo scoop”, è la stima elaborata da Facile.it su quanto gli italiani lasceranno nelle stazioni di servizio solo nel mese di agosto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

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I dati del Ministero aggiornati al 24 agosto non lasciano scampo. Un pieno da 50 litri di benzina costa oggi circa 101 euro, contro gli 85 euro dell’estate 2025: quasi il 18% in più. È il diesel a fare la parte del protagonista scomodo: 107 euro per riempire lo stesso serbatoio, rispetto agli 82 euro di dodici mesi fa. Un incremento che supera il 30% e che trasforma ogni sosta al distributore in una piccola emorragia.

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Gli effetti del caro carburanti si sentono soprattutto su chi si sposta su lunghe distanze. Una Milano-Lecce andata e ritorno, circa 2.000 chilometri, chiede oggi quasi 265 euro di benzina. L’anno scorso ne bastavano circa 225. A gasolio si sale a 234 euro, contro i 179 del 2025. Cifre che ridisegnano il budget di chiunque abbia scelto l’auto per raggiungere il mare, la montagna, o semplicemente il posto di lavoro.

Sul diesel pesa anche una scelta politica dal tempismo discutibile. Lo sconto sulle accise (non esattamente di grande aiuto), il mantra della campagna elettorale, invecchiata malissimo, è stato prorogato di appena un giorno. Se l’estensione fosse durata fino a fine agosto, la spesa extra complessiva si sarebbe fermata intorno ai 988 milioni invece di superare il miliardo.

Il quadro complessivo racconta di automobilisti che si ritrovano a spendere tra il 24 e il 25% in più rispetto all’estate precedente, calcolando i prezzi medi in modalità self service sulla viabilità ordinaria. Sulle autostrade, dove le tariffe salgono ulteriormente, il conto finale diventa ancora più pesante.

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L’efficienza crescente dei motori moderni, sempre più parsimoniosi nei consumi, viene di fatto neutralizzata da listini dei carburanti che si muovono in direzione opposta. Fino a quando gli italiani continueranno ad accettare di pagare questo pedaggio silenzioso ogni volta che rimettono in moto? Noi sicuramente dimenticheremo tutto, “sanzone elettorale” o meno sul governo, ma il portafoglio ricorda tutto molto bene.