Il tema delle accise torna a pesare sulle decisioni del governo, proprio mentre benzina e gasolio continuano a rincarare. Per milioni di italiani non è una questione astratta: ogni pieno costa di più e il rischio è che l’aumento dei carburanti finisca per riflettersi anche sui prezzi di trasporti, merci e prodotti di uso quotidiano.
Carburanti, Giorgetti studia le accise mobili per frenare i rincari
A fare il punto è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto a Tgcom24. “Quello della riduzione delle accise è il principale nodo che deve sciogliere il ministro Giorgetti”, ha spiegato, lasciando intendere che la decisione finale spetta al Ministero dell’Economia.
Urso ha però voluto sottolineare un aspetto: in Italia i rincari sarebbero stati più contenuti rispetto a quelli registrati in altri Paesi europei. Nell’ultimo mese il gasolio sarebbe aumentato del 4,6 per cento, mentre la media dell’Unione europea avrebbe raggiunto l’11,42 per cento. In Germania l’aumento sarebbe arrivato addirittura al 24 per cento.
Numeri che servono a mettere la situazione in prospettiva, ma che difficilmente possono tranquillizzare chi deve fare rifornimento ogni settimana. Anche un aumento più basso rispetto alla media europea resta comunque un problema concreto per famiglie e imprese.
“Dobbiamo agire e farlo meglio degli altri”, ha aggiunto Urso. Il punto, però, è capire come intervenire senza bruciare risorse che il governo deve destinare anche ad altre emergenze. La guerra continua a pesare sull’economia e, secondo il ministro, sarà necessario scegliere con attenzione dove concentrare gli aiuti.
Tra le ipotesi più discusse ci sono le accise mobili. Il meccanismo permetterebbe di utilizzare una parte delle maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi per ridurre temporaneamente la tassazione sui carburanti. In questo modo il governo potrebbe alleggerire il costo alla pompa senza ricorrere a un taglio generalizzato.

Sul tavolo ci sarebbero anche misure più mirate, come il credito d’imposta già previsto per il settore dell’autotrasporto. “Interverremo anche in questa fase in maniera tempestiva ed efficace”, ha assicurato Urso.
Resta infine il timore che il caro carburanti possa frenare i consumi estivi. L’inflazione è salita intorno al 3 per cento e, se il conflitto dovesse prolungarsi, la pressione sui prezzi potrebbe aumentare ancora.
