Adolfo Urso difende Stellantis: “La crisi colpa di Tavares e dell’Europa”

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, difende Stellantis attribuendo la colpa alla precedente gestione e all’Europa.
urso stellantis urso stellantis

Il ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha difeso Stellantis per la situazione che sta affrontando, attribuendo le difficoltà del gruppo a una strategia sull’elettrico considerata troppo rigida e a un quadro normativo europeo ritenuto lontano dalle esigenze reali dell’industria.

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Carlos Tavares Adolfo Urso

I 22 miliardi di euro di perdite annunciati dal gruppo hanno riacceso il dibattito. Intervenendo alla Camera dei Deputati, Urso ha criticato apertamente la linea seguita dalla precedente gestione (ovvero Carlos Tavares), sostenendo che l’approccio orientato quasi esclusivamente all’elettrificazione abbia messo Stellantis in una posizione molto complicata. Parole che arrivano mentre il gruppo ha già avviato una revisione più ampia della propria strategia industriale.

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Con l’arrivo del nuovo CEO Antonio Filosa, il cambio di direzione è già molto evidente. La nuova impostazione sembra puntare su un equilibrio maggiore tra elettrico, ibrido e motorizzazioni tradizionali, in linea con una domanda di mercato che continua a premiare soluzioni ibride e termiche avanzate, soprattutto per utilizzi quotidiani e professionali. Un segnale che evidenzia la necessità di adattare le strategie industriali alle reali preferenze dei clienti.

filosa

Nel dibattito entra anche la politica europea. Il governo italiano guarda con attenzione agli obiettivi dell’Unione sullo stop ai motori termici nel 2035, ritenendo insufficienti gli aggiustamenti già introdotti. Urso insiste sul principio di neutralità tecnologica, sottolineando l’importanza di lasciare all’industria maggiore libertà nella scelta delle soluzioni per la transizione energetica.

Lo sguardo ora è rivolto al 21 maggio, quando Stellantis presenterà il nuovo piano industriale. Le attese sono per una strategia più graduale sull’elettrificazione, con un ruolo rilevante per le tecnologie ibride e una possibile maggiore attenzione alla filiera produttiva europea.