Stellantis, con i miliardi se ne vanno anche le gigafactory in Italia e Germania

Così, l’Europa insegue la transizione elettrica, mentre Stellantis brucia miliardi e cancella fabbriche mai aperte.
ACC stellantis gigafactory ACC stellantis gigafactory

Stellantis ha appena regalato al mondo dell’economia un crollo niente male (per essere carini): meno 25,2% in Borsa ieri, il peggior risultato di sempre per il colosso internazionale. Non un incidente di percorso, ma il risultato di 22,2 miliardi di euro bruciati in oneri e piani di sviluppo dei veicoli elettrici ridimensionati come sogni ad occhi aperti.

Advertisement

Nel frattempo, la Automotive Cells Company (ACC), joint venture dove Stellantis è il maggiore investitore insieme a Mercedes e TotalEnergies, ha comunicato ai sindacati quello che molti sospettavano da tempo: le gigafactory promesse per Termoli e Kaiserslautern, rispettivamente in Italia e in Germania, sono state “definitivamente accantonate”.

ACC stellantis gigafactory
Advertisement

La UILM, il sindacato italiano dei metalmeccanici, ha ricevuto la notizia sabato con pochissima delicatezza. Una vera e propria mazzata. ACC aveva in programma tre gigafactory in Europa in collaborazione con Stellantis: una in Francia, già operativa, e le altre due in Italia e Germania, rigorosamente sulla carta. I progetti tedeschi e italiani erano in stand-by da maggio 2024, ma solo ora è arrivata la conferma ufficiale che i “prerequisiti” per riavviarli, qualunque cosa significhi in gergo aziendale, non saranno soddisfatti. Abbiamo aspettato tutti invano. Qualcuno dirà “si sapeva”.

L’ACC parla di “dialogo costruttivo” con i rappresentanti tedeschi e italiani per gestire “l’eventuale interruzione” dei progetti. Eventuale. Come se ci fosse ancora un margine di dubbio. La UILM, dal canto suo, ricorda che Stellantis aveva promesso a Termoli non solo batterie, ma anche riduttori e motori elettrici, senza però fornire mai dettagli operativi concreti.

“Il fallimento della realizzazione della gigafactory deve essere compensato da decisioni industriali chiare e coerenti”, ha tuonato il sindacato. Chiare e coerenti, due parole che sembrano aliene nel vocabolario di chi prima promette investimenti miliardari e poi li archivia con nota stampa.

ACC stellantis gigafactory
Advertisement

La scarsa domanda di veicoli elettrici viene citata come causa principale, ma suona più come un alibi che come una spiegazione. Forse il problema non è la domanda, ma l’incapacità di costruire un’offerta credibile. Così, l’Europa insegue la transizione elettrica, mentre Stellantis brucia miliardi e cancella fabbriche mai aperte.