Stellantis, ecco quando scopriremo chi sopravviverà al massacro dei marchi

Stellantis precisa che “ulteriori informazioni relative al programma dell’evento saranno rese note in un secondo momento”.
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Stellantis ha fatto un annuncio che dire importante è dire poco. Il Gruppo ha comunicato quando annuncerà il piano strategico. Il 21 maggio 2026, ad Auburn Hills in Michigan, durante l’Investor Day, il CEO Antonio Filosa svelerà finalmente cosa intende fare dei marchi del gruppo e degli stabilimenti italiani che da mesi si interrogano sul proprio destino. Cassino, Pomigliano, Melfi, Mirafiori, sono tutti in attesa di capire se saranno salvati, ridimensionati o semplicemente dimenticati.

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Il comunicato è sobrio, quasi burocratico. Stellantis precisa che “ulteriori informazioni relative al programma dell’evento saranno rese note in un secondo momento”. In pratica, probabilmente, ancora non sanno nulla, ma almeno c’è una data in cui forse si chiarirà qualcosa.

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Tra le domande che circolano con insistenza c’è prima di tutto quella sul futuro di Alfa Romeo Stelvio e Giulia, che arriveranno comunque non prima del 2028. Poi c’è il mistero della nuova Lancia Delta, inizialmente data per certa ma ora avvolta nel dubbio più totale. Ma non finisce tutto qui. Si farà davvero la E-Car di Fiat, quella che dovrebbe posizionarsi sotto la Pandina nella gamma torinese? E la nuova Jeep Renegade, arriverà o resterà un’illusione?

Ma l’attenzione più grande sarà rivolta ai presunti tagli o ridimensionamenti di alcuni marchi del portfolio Stellantis. I nomi che circolano sono sempre gli stessi, quelli comunque chiacchierati da tempo con quei dati “pesanti” che portano con sé, DS, Abarth, Lancia. Tre marchi il cui futuro non sembra più così solido, tre identità storiche ridotte a incognite finanziarie.

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Gli stabilimenti italiani Stellantis guardano a quella data con una miscela di speranza e rassegnazione. Cassino e Pomigliano soprattutto, da tempo sospesi tra promesse vaghe e silenzi eloquenti. Il piano strategico di Filosa dovrà rispondere a domande concrete: quali modelli, quali volumi, quali garanzie. È tanta l’ansia di chi lavora e di chi osserva il lento sgretolamento di un patrimonio industriale. Il 21 maggio, dunque, sapremo tutto, o magari un po’.