A Mirafiori c’è un movimento che non si vedeva dagli anni Novanta e con un tocco decisamente moderno. Non sembrano esserci molti “ex giovani” ma diversi sbarbati aspiranti al lavoro offerto nello stabilimento. Stellantis, sotto la nuova guida di Antonio Filosa, starebbe passando dalle promesse ai fatti, cercando di ringiovanire una fabbrica dove l’età media supera i 55 anni e la cassa integrazione è durata la bellezza di 13 anni.
Si vogliono arruolare 440 under 30 per spingere la linea della Fiat 500 ibrida, ovvero la versione elettrica riconvertita al motore termico con l’obiettivo ambizioso di superare la soglia dei 100 mila pezzi l’anno. Ma il fascino della tuta blu sembra essersi scontrato con una realtà ben diversa dalle aspettative delle offerte lavorative di Stellantis.

Sul Corriere della Sera appare un ritratto davvero poco edificante della Generazione Z, colpevole di “avere altre priorità” rispetto al lavoro sicuro (su questo è tutto da vedere) in fabbrica. Se un tempo, quando però il potere d’acquisto delle famiglie era anche ben diverso, il posto in fabbrica era sacro quanto un impiego statale, oggi i candidati si presentano con richieste specifiche che sono quasi ridicole per operai veterani. Appunto, d’altri tempi.
Si legge sul Corriere che tra la richieste da bamboccioni viziati si vorrebbero “niente turni di notte” e, soprattutto, il “sabato libero”, facendo riferimento a una non ben definita preferenza alla sessione in palestra.
Anche se noi tutti questi palestrati, in quel di Torino, non li abbiamo visti, sembra che l’offerta di Mirafiori metta sul tavolo uno stipendio base che oscilla tra i 2.000 e i 2.600 euro lordi (anche se poi con una breve ricerca si legge che in fabbrica si guadagna un netto che va dai 1.500 ai 1.850). Sembra, inoltre, che trovare operai specializzati in Piemonte sia diventato un’impresa titanica. Scuole e istituti tecnici, infatti, non aiutano affatto in questo senso.

Mentre le agenzie per il lavoro hanno già individuato circa un migliaio di potenziali reclute per i posti disponibili, resta l’incognita della resistenza psicologica. Già ai tempi del lancio della 500 elettrica, molti interinali avevano appeso la tuta al chiodo dopo appena due settimane.
Il contratto proposto è in somministrazione per circa dieci mesi, una prospettiva che per i giovani di oggi, più attenti al bilanciamento vita-lavoro che al mito del “posto per sempre”, sembra meno solida di un tempo. D’altronde per chi vive lontano dalla fabbrica – in quel di Torino, ad esempio, è già un miracolo trovare 40 mq a meno di 600 euro di affitto, giusto per citare almeno un riferimento, e non parliamo di avere una famiglia, una casa, per carità, gli under 30 sono ancora “ragazzini” da sfruttare – lo stipendio offerto fatica a essere definito “buono”, come si legge sul Corriere.
Stellantis vorrebbe lanciare il secondo turno entro metà marzo, ma il rischio di uno slittamento è reale se la nuova classe operaia al completo non si mette al lavoro alla catena di montaggio. Tutto da vedere, dunque, se questi ingressi basteranno a ridare slancio a una Mirafiori che vedrà un terzo dei dipendenti in pensione entro il 2029.
