Stellantis, John Elkann e la confessione su questo “anno difficile”

Elkann ammette le difficoltà di Stellantis nel 2025: oltre 22 miliardi di perdite, un’organizzazione da ricostruire e nuovi modelli 2026.
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“Il 2025 è stato molto difficile per Stellantis”. Abbiamo notato. John Elkann non gira intorno alla questione. Nella lettera agli azionisti di Stellantis allegata alla relazione annuale depositata alla SEC, il presidente del gruppo usa parole nette, senza l’abituale armatura diplomatica dei comunicati ufficiali. Del resto, con oltre 22 miliardi di perdite sul tavolo, c’è poco spazio per le perifrasi.

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L’anno appena archiviato ha colpito Stellantis su più fronti contemporaneamente. Le criticità interne, specie le inefficienze organizzative, processi decisionali lenti, distanza dai mercati, si sono intrecciate con uno scenario esterno sempre più ostile. Parliamo di dazi doganali, normative sull’emissioni sempre più stringenti e una concorrenza cinese sull’elettrico che non fa sconti a nessuno. Un cocktail che ha messo in ginocchio i margini e costretto il gruppo a una revisione profonda.

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Elkann ha ribadito la fiducia nell’amministratore delegato Antonio Filosa, indicato come l’uomo incaricato di traghettare Stellantis fuori dalla tempesta. La strategia impostata punta su due direttrici, le abbiamo osservate in questi mesi. Semplificare l’organizzazione interna per accelerare le decisioni, e riallinearsi alle esigenze reali dei mercati, che nel settore automotive oggi parlano lingue molto diverse tra loro.

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Sul fronte prodotto, il piano prevede dieci nuovi modelli nel corso del 2026, con una gamma di motorizzazioni volutamente ampia: benzina, mild hybrid, full hybrid, plug-in, elettrico puro e range extender. La parola chiave scelta da Elkann è “scelta”, e non è un caso. In un momento in cui la transizione energetica avanza a velocità disomogenee a seconda della geografia, imporre una direzione unica sarebbe un errore che il gruppo non può permettersi.

Lo sguardo è già proiettato ai risultati del 2026. “Affrontiamo questo nuovo anno con umiltà rispetto alle sfide che ci attendono e con fiducia nelle nostre capacità”, scrive il presidente. Non è ottimismo, è realismo consapevole. Dopo un anno da dimenticare, la vera prova per Stellantis non sarà ammettere gli errori, quello è già fatto, ma dimostrare che le parole si trasformano in fatti concreti.