Stellantis chiude ufficialmente (rapporto alla mano) il 2025 con numeri pesanti ma anche con segnali concreti di ripresa. Si parla infatti di ricavi netti per 153,5 miliardi di euro (-2% rispetto al 2024) e una perdita netta di 22,3 miliardi, trainata da 25,4 miliardi di oneri straordinari legati a un ridisegno strategico che reinserisce la “libertà di scelta” dei clienti al centro dell’offerta. L’AOI (Adjusted Operating Income) rettificata registra una perdita operativa di 842 milioni con un margine AOI dello -0,5%, mentre i flussi di cassa liberi industriali risultano negativi per 4,5 miliardi.

Il quadro non è tutto nero. La seconda metà del 2025, primo periodo pieno con il nuovo team di gestione, mostra una svolta operativa. I ricavi netti H2 (appunto, della seconda metà) sono cresciuti del 10% anno su anno, le spedizioni consolidate sono salite a 2,8 milioni di veicoli (+11% annuo) e l’IFCF del semestre, pur negativo per 1,5 miliardi, migliora di circa il 50% rispetto al primo semestre 2025 e del 73% rispetto al secondo semestre 2024.
La liquidità industriale disponibile di Stellantis chiude l’anno a 46 miliardi di euro, cifra che spiega la decisione del consiglio di sospendere il dividendo 2026 e autorizzare emissioni ibride fino a 5 miliardi per preservare il bilancio.
Il gigantesco onere straordinario include circa 22,2 miliardi esclusi dall’AOI nella seconda metà del 2025, parte pagabile nei prossimi quattro anni, e deriva da tre linee principali: ripianificazione della produzione e della supply chain dei veicoli elettrici alla luce della domanda reale e del quadro normativo; revisione delle stime sulle garanzie contrattuali; e costi legati a riduzioni di personale nell’Europa allargata.
Il reset, a quanto dichiara Stellantis nel comunicato odierno, ha però permesso decisioni regionali più rapide e un’accelerazione nell’efficacia operativa, oltre a un rapporto più stretto con concessionari e fornitori.

La strategia prodotto si fa più pragmatica. La nuova ondata estende la copertura commerciale introducendo modelli white-space e opzioni di propulsione multiple, il “multi-energia” tra termico, ibrido ed elettrico, per sfruttare nicchie profittevoli. Esempi concreti citati nell’update includono il ritorno nei segmenti SUV e performance con modelli di marchi noti, oltre a nuove elettriche e ibride che rafforzano l’offerta in mercati chiave.
Antonio Filosa, CEO Stellantis, sintetizza il bilancio sottolineando il ruolo del costo della sovrastima del ritmo della transizione energetica. Nella seconda metà sono emersi i primi segnali di miglioramento grazie alla qualità, ai lanci di prodotto e alla ripresa del fatturato. Per il 2026 Stellantis conferma le previsioni: attese migliorative per ricavi netti, margine AOI e flussi di cassa industriali, con progressi sequenziali dal primo al secondo semestre.
