Per Stellantis, auto elettriche vero spreco: domanda naturale assente

I margini di profitto stanno scivolando giù, rendendo ogni nuova immatricolazione tra le auto elettriche un potenziale buco nel bilancio.
citroen e-c3 citroen e-c3

Secondo Emanuele Cappellano, responsabile del gruppo Stellantis per l’Europa allargata, l’amore dei consumatori per i veicoli elettrici è tutt’altro che “naturale”. Andiamo nel dettaglio di quanto dichiarato. In un’intervista che forse è più un grido d’allarme, il manager ha ammesso che le case automobilistiche stanno letteralmente bruciando denaro per sostenere un mercato delle elettriche che, senza l’ossigeno dei sussidi governativi, farebbe fatica a respirare.

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Il quadro dipinto è inevitabilmente drammatico. I produttori si trovano stretti in una morsa dove l’unica scelta è tra perdere soldi vendendo auto che nessuno vuole a prezzi stracciati o pagare multe salatissime per non aver rispettato i limiti sulle emissioni.

peugeot e-3008, auto elettriche stellantis
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I margini di profitto in Europa stanno scivolando verso il territorio negativo, rendendo ogni nuova immatricolazione tra le auto elettriche un potenziale buco nel bilancio. Nonostante l’UE abbia recentemente ammorbidito i toni abolendo il divieto dei motori a combustione per il 2035, il Regno Unito resta fermo sull’obiettivo del 2030, costringendo i marchi a acrobazie contabili per rispettare l’obbligo ZEV.

In questo scenario, il brand cinese Leapmotor diventa il cavaliere bianco di Stellantis. Con una strategia “nativamente elettrica”, ha il compito ingrato di vendere abbastanza auto a batteria per compensare le emissioni del resto del gruppo.

stand leapmotor

Damien Dally di Leapmotor ammette che la strada è in salita, i sostenitori della mobilità green non ci stanno a sentire parlare di “mancanza di domanda”. Secondo gli attivisti, la crisi dei profitti sarebbe colpa dell’inflazione e non di un disinteresse dei consumatori, i quali godrebbero invece di prezzi sempre più competitivi e di una qualità costruttiva in crescita.

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Per Cappellano, però, cercare di forzare la quota di mercato dei veicoli elettrici oggi genera solo perdite. In attesa che la domanda diventi “spontanea”, appunto, dotata di quella spinta naturale che si citava prima, l’industria continua a fare pressione affinché le regole vengano allentate, sperando che il futuro elettrico smetta di essere un costo e diventi, finalmente, un business.