I concept si guardano, le auto di serie si comprano. Al Mondial de l’Auto di Parigi di quest’anno Peugeot ha esposto due prototipi così belli da far venire voglia di scrivere al reparto prodotto. Ci ha pensato qualcun altro a fare il lavoro sporco, almeno in digitale.
Parliamo di Kleber Silva, designer digitale brasiliano che sui social si fa chiamare KDesign AG. Ha preso la E-T16 e la RCZ Vision e le ha messe a dieta: via gli eccessi, dentro un po’ di realismo da concessionaria. Lo stesso gioco, per capirci, che aveva già fatto con la Citroën 2CV.

La E-T16, nella sua versione immaginata, diventa una E-208 GTi (2029) che potrebbe davvero girare per strada. Proporzioni rivisitate, aggressività ridotta quanto basta, e soprattutto cinque porte. Una GTi con la praticità da lista della spesa: Silva la considera una scelta di buon senso, e lo spirito sportivo non ne esce ferito.

Dentro, il colpo di scena. L’Hypersquare va in pensione e al suo posto arriva un abitacolo ispirato ai modelli oggi a listino. Più familiare, meno futuribile, con un filo stilistico che resta legato al prototipo visto a Parigi.
La Peugeot RCZ, invece, resta più fedele all’originale. Carrozzeria coupé e tetto a “doppia bolla”, il dettaglio che faceva della prima RCZ una sportiva con un carattere inconfondibile, qui ritorna come firma. Per il propulsore Silva ipotizza versioni ibride ed elettriche. Resta comunque un esercizio digitale, non l’anticamera di una gamma pronta per i listini.

A Parigi Peugeot ha portato in scena la nuova E-208 GTi, la 9X8 del Mondiale Endurance e il resto della gamma attuale, oltre ai due concept. La E-T16 pesca nell’eredità delle compatte ad alte prestazioni e nel mito della 205 T16, mentre la RCZ Vision rilegge il formato coupé con linguaggio contemporaneo. In comune, l’“Hypersquare”, che ridefinisce il rapporto tra pilota e vettura. A Sochaux basterebbe copiare, o almeno guardare.
