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Rimborso revisione: per pochissimi

Aumenta il prezzo della revisione periodica obbligatoria, ma il rimborso della spesa è solo per pochissimi

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Oggi, per la revisione periodica obbligatoria, si pagano 78,75 euro. Sino a fine ottobre 2021, la tariffa era invece di 66,88 euro. Lo spiega Diego Brambilla (ispettore addetto alla revisione ministeriale e segretario di FederIspettori), di revisioniautoblog.com. Stando al sito Internet il Portale dell’automobilista, c’è il corrispettivo diritti di incasso dei bollettini Conto Corrente Postale. Il corrispettivo dovuto per i diritti di incasso dei bollettini di conto corrente postale relativi alle pratiche di Motorizzazione, non ancora migrate sulla piattaforma pagoPA, sarà pari a 1,51 euro (1,24 euro + IVA), in variazione al valore di 1,78 euro (1,46 euro + IVA) precedentemente applicato.

La revisione va fatta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione. Poi ogni 2 anni. Come prevede il Codice della Strada. Chi provoca un incidente senza revisione rischia la rivalsa assicurativa: la compagnia risarcisce i danni e poi si fa indennizzare da chi è senza revisione.

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Davvero c’è un bonus revisione?

Ma eccoci alla cosa buffa. In teoria, ci sarebbe il bonus revisione auto, vale 9,95 euro? Viene destinato a chi, tra il 2021 e il 2023, dovrà sottoporre il proprio veicolo a revisione. In tutto, circa 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021-2023 e per un solo veicolo a motore e per una sola volta nel triennio. Sono 12 milioni di euro in 3 anni. Basta fare due conti: quei soldi copriranno un numero ridottissimo di macchine, considerando che abbiamo un parco veicoli circolante attorno a 40 milioni.

Indicativamente, i soldi vanno solo i primi 402.000 automobilisti sui circa 15 milioni potenzialmente interessati. Questo è un rimborso per tutti? Questo è avere diritto a un indennizzo? Occhio alle bufale online.

Se leggete che avete diritto al rimborso, è come leggere che avete diritto a vincere alla lotteria: certo che è vero, ma quanti vincono? Uno solo su 100 milioni di scommesse.

Oltretutto, bisogna fare come per il Bonus seggiolini, varato un anno e mezzo fa dallo stesso ministero delle Infrastrutture. Uno: registrarsi con lo Spid oppure con la carta d’identità elettronica (Cie) o con la carta nazionale dei servizi (Cns). Due: compilare una specifica istanza informatica di rimborso. Tre: indicare il numero di targa del veicolo, il codice Iban. Più un indirizzo e-mail per eventuali comunicazioni connesse all’erogazione del rimborso. Quindi, la corsa ai soldi.

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