La Cina ha mancato il trono delle elettriche pure in Europa, ma ha deciso di rifarsi con gli interessi nel regno delle ibride plug-in (anche PHEV). Il merito, o la colpa a seconda dei punti di vista, è della BYD Seal U. Questo crossover, che per dimensioni guarda quasi con sfrontatezza alla Tesla Model Y, ha conquistato il primo posto della classifica lo scorso anno con ben 72.667 unità vendute.
Si tratta di un debutto fulminante che ha lasciato al palo mostri sacri come la Volkswagen Tiguan (65.899 vendite) e la Volvo XC60 (60.088 unità). Se guardiamo la scheda tecnica, la Seal U non è esattamente un prodigio di ingegneria superiore rispetto alle rivali europee. Anzi. La batteria al litio ferro fosfato (LFP) da 18,3 kWh offre 80 km di autonomia, un dato che impallidisce di fronte ai 126 km teorici della Tiguan eHybrid.

Anche sulla ricarica, i cinesi sembrano aver preso la vita alla spina con filosofia. La Seal U accetta solo 18 kW in corrente continua, mentre la Volkswagen scarica a terra 40 kW, passando dal 10% all’80% in 26 minuti. Eppure, nonostante la Tiguan abbia registrato un incremento di vendite del 177,9% rispetto al 2024, il sigillo cinese è rimasto davanti.
Il segreto di questo successo non risiede nei kilowatt, ma nei portafogli. In Germania, la Seal U parte da 39.990 euro, una cifra che fa sembrare la concorrenza quasi una schiera di veicoli decisamente premium. Per una Tiguan PHEV servono almeno 52.215 euro, mentre per la Volvo XC60 il conto sale a quasi 68.000 euro. Persino la Ford Kuga, quarta in classifica con circa 42.000 unità, non riesce a scendere sotto i 47.000 euro.

Con un mercato delle ibride plug-in che ha superato quota 1,3 milioni di unità (un balzo del 33,5%), è chiaro che gli europei vogliono la spina ma non sono pronti a svuotare il conto in banca solo per onorare il prestigio del marchio. Ed è comprensibile.
Nonostante le auto completamente elettriche corrano veloci con 2,6 milioni di vendite, BYD ha dimostrato che per dominare il Vecchio Continente non serve l’autonomia record, basta un prezzo che faccia sembrare le avversarie semplicemente troppo care.
