A un anno dall’introduzione del sistema God’s Eye da parte di BYD, arriva l’Occhio di dio 5.0. Di che parliamo? Finora, della piattaforma di guida intelligente di ultima generazione per competere direttamente con il Full Self-Driving (FSD) di Tesla e i sistemi di Huawei. È guida assistita evoluta, non autonoma al 100%, e richiede l’attenzione del guidatore. Trattasi di un sistema proprietario in cui il gigante cinese controlla tutto: dai sensori (Lidar, telecamere, radar) al software AI, fino all’integrazione con il telaio del veicolo.
Permette all’auto di navigare autonomamente in città complesse senza l’ausilio di mappe ad alta definizione, basandosi sulla percezione ambientale in tempo reale, e sfruttando i dati raccolti da oltre 2,3 milioni di vetture già su strada per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale. A differenza della concorrenza premium, Build Your Dreams punta a portare queste tecnologie non solo sui modelli di lusso (Yangwang), ma anche sulle serie più economiche (Ocean e Dynasty).
God’s Eye 5.0: i passi avanti
Il sistema 5.0 di Shenzhen è progettato per operare senza dipendere da mappe HD costose e difficili da aggiornare. Utilizza una percezione in tempo reale basata sulla visione spaziale 3D per interpretare incroci complessi, rotatorie e zone di lavori in corso. Grazie all’addestramento su miliardi di chilometri di dati reali raccolti dalla flotta BYD, il sistema eccelle negli scenari critici, come pedoni che spuntano improvvisamente dietro veicoli parcheggiati o ciclisti (e monopattini sti in Italia) che tagliano la strada in modo imprevedibile.
Il sistema supporta il parcheggio automatizzato in spazi strettissimi (con margini di pochi centimetri) e il parcheggio remoto tramite smartphone, includendo la funzione di “Valet Parking” dove l’auto cerca autonomamente il posto in un garage multipiano.
L’assistente di bordo è ora fuso col sistema di guida. Il conducente può impartire comandi complessi, con l’AI che pianifica la sosta e la manovra senza interventi manuali.
Il vantaggio competitivo di BYD risiede nella sua scala produttiva. Ogni chilometro percorso da questi veicoli alimenta l’algoritmo di apprendimento profondo (Deep Learning). La versione 5.0 beneficia di questa intelligenza collettiva, permettendo aggiornamenti OTA (Over-the-Air) che migliorano le prestazioni del veicolo ogni mese, correggendo bug e affinando la naturalezza delle manovre.

Verso il livello 3 e oltre, con guidatori intelligenti
Il sistema è già predisposto per la guida autonoma di Livello 3, in attesa che le normative internazionali e cinesi ne permettano il pieno utilizzo. Ma servono guidatori intelligenti che sappiano usare con perizia l’intelligenza artificiale: se qualcuno, come accaduto con Tesla, pensa di dormire, farsi selfie, mangiare, chattare mentre guida, bisogna togliergli la patente. È un sistema di guida assistita, non autonoma al 100%.
Cautela in Italia: da noi è tutto più difficile
Si inizia con la Cina, poi come sempre poco alla volta – anche in base alle normative – si passa a invadere l’Europa. E l’Italia? È da capire se da noi possa mai funzionare l’Occhio di dio BYD. Abbiamo strade disastrate e piene di buche nelle città, corsie ciclabili in stile illusione ottica che disorientano chiunque, segnaletica pessima (due terzi da rifare). Telecamere e sensori, leggendo un ambiente circostante del genere, vanno in tilt.
