Motore ibrido BYD DM-i 6.0: possibile crack per l’Europa

Indiscrezioni su un possibile sbarco in Cina del motore ibrido BYD DM-i 6.0 con autonomia di 2.500 km: se proposto in Europa, potrebbe accelerare la diffusione delle orientali.
Motore ibrido BYD DM-i 6.0 b Motore ibrido BYD DM-i 6.0 b

Voci di corridoio in Cina su una tecnologia BYD DM-i 6.0 (Dual Mode Intelligent) con 2.500 km di autonomia, riporta Carnewschina: qualora arrivare qui da noi, sarebbe un crack. Questa PHEV (ibrida plug-in) l’evoluzione di una filosofia che mette al centro il motore elettrico come propulsore primario e il motore a benzina come un’unità di supporto dedicata quasi alla generazione di energia.

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Anti spreco termico

La premessa è che un motore a benzina tradizionale spreca il 60-70% dell’energia in calore. I migliori motori europei raramente superano il 41%. La versione DM-i 5.0 ha già toccato il 46,06% di efficienza termica. Le indiscrezioni sulla versione 6.0 suggeriscono che BYD stia puntando alla barriera psicologica del 50%: significa – nella PHEV di Build Your Dreams – ogni goccia di carburante produce più energia cinetica e meno emissioni. La chiave per superare le normative Euro 7 senza ricorrere a costosi sistemi di post-trattamento dei gas di scarico. Con un pieno di benzina e una carica completa, i nuovi modelli BYD possono attraversare l’Europa senza fermarsi. Si parla di valori reali vicini ai 2,1 litri per 100 km a batteria scarica.

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Il sistema – a nostro avviso – dovrebbe utilizzare algoritmi avanzati per gestire in tempo reale la distribuzione della potenza tra motore termico ed elettrico: si massimizza il risparmio di carburante in base al percorso e allo stile di guida. 

Architettura a 900V e Blade Battery

L’integrazione della Blade Battery di nuova generazione (Litio-Ferro-Fosfato, LFP) nel sistema 6.0 (foto BYD fans) garantisce una sicurezza che le batterie NCM (Nichel-Cobalto-Manganese) europee faticano a pareggiare a costi competitivi.

L’introduzione dell’architettura a 900V permetterà alle ibride plug-in di BYD di caricare in corrente continua (DC) a velocità paragonabili alle elettriche pure di fascia alta. In più, ricarica in 10 minuti. Anche se questo è un argomento spinoso, perché servono colonnine adatte: in Cina è un discorso, in Italia un altro. Da noi, è un terno al lotto trovare la stazione giusta, libera, sana, non vandalizzata, senza cavi tranciati dai ladri.

Nel cuore dell’UE

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BYD occupa così lo spazio lasciato vuoto dalle varie VW Golf, Ford Focus e Peugeot 308, ieri dominanti in presenza di massima e totale libertà di comprare e vendere: oggi, di fatto, l’UE impone il passaggio all’elettrico nel 2035, con le PHEV che adesso fanno da ponte.

nave byd

Il segreto di BYD

BYD produce internamente batterie, motori elettrici, centraline, chip di potenza. Mentre un produttore europeo deve acquistare le celle da fornitori esterni (spesso cinesi), Shenzhen ha un vantaggio di costo stimato tra il 25% e il 30%. I dazi UE sono solo sulle elettriche: qualora arrivassero anche sulle PHEV, BYD sarebbe pronta ad assorbire il colpo. O producendo in UE o con margini di profitto minori su un maggior numero di auto vendute.

Flotte PHEV alla carica

La robustezza del sistema DM-i e la garanzia estesa sulle Blade Battery stanno cambiando la percezione dei parchi auto aziendali e delle società di leasing. Se una BYD ha una batteria che dura un milione di chilometri, il suo valore residuo rimarrà alto, rendendo i canoni di noleggio estremamente competitivi.