Europa terra di conquista di BYD e altri cinesi per gli incentivi 2026

Pechino taglia i sussidi per le auto piccole, mentre l’UE è a favore dei bonus: le Case cinesi come BYD avranno l’Europa come valvola di sfogo.
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Il governo cinese taglia gli incentivi per le auto piccole, introducendo nuovi criteri: soldi a chi fa vetture costose. Si sposta l’asse dei sussidi dai modelli economici verso quelli di fascia alta, minacciando di soffocare le vendite di massa proprio mentre il settore affronta quello che gli analisti di BloombergNEF definiscono un imminente inverno elettrico. Parliamo di NEV. Ossia BEV elettriche e PHEV termiche a benzina ricaricabili.

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In parallelo, l’UE spinge a più non posso per i bonus dei governi locali a favore delle macchine elettriche. Anche elettriche. Dietro ci sono le lobby green, che sanno come le BEV si affermino solo col doping statale. In più, i verdi puntano all’obbligo di auto elettriche per le grandi flotte aziendali, con gli Stati controllati periodicamente da Bruxelles, che otterrà l’invio dei dati delle immatricolazioni.

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Questi due fattori hanno un risultato: colossi quali BYD, SAIC (MG) e altri cinesi avranno nel 2026 l’Europa come valvola di sfogo. Ci saranno conseguenze anche per Leapmotor (partner di Stellantis) e Geely. Approfittando dell’involontario regalo delle lobby green e di Bruxelles, che punta al tutto elettrico 2035 con multe ai produttori di termiche.

Cosa accade in Cina e perché ci sono ricadute per noi

Fino al 2025, il programma di rottamazione cinese prevedeva un contributo fisso, una pioggia di liquidità che favoriva indistintamente chiunque rottamasse un vecchio veicolo per unan nuova NEV. Dal 1° gennaio 2026, il sussidio è ora calcolato come una percentuale del prezzo di acquisto (12%), con un tetto massimo confermato a 20.000 yuan (2.450 euro). Per ottenere l’incentivo, un consumatore deve ora acquistare un veicolo che costi almeno 166.700 yuan (20.415 euro). Questa soglia rappresenta un problema per i modelli entry-level che hanno alimentato il dominio di BYD e altri colossi orientali. Qualche nostro esempio. Ieri, per la BYD Seagull, bonus pro consumatore a -58%. Per la Dolphin, -40%. Per i premium, invariato.

Per fortuna della Cina, c’è l’UE. Sempre più terra di conquista del Dragone, grazie anche all’inferiorità tecnologica nel settore elettrico delle Case europee. Invece, gli USA sono un muro insormontabile. 

La scelta automotive di Pechino

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Perché il governo cinese ha deciso di penalizzare i propri campioni nazionali? La risposta risiede nella volontà di ottimizzare la struttura industriale. Le autorità sono preoccupate per la concorrenza distruttiva, una guerra dei prezzi fratricida che sta erodendo i margini di profitto e rallentando l’innovazione tecnologica. Il Celeste Impero punta alla totale supremazia. In questo, proprio Build Your Dreams (che ha capacità e risorse immense) può essere una chiave vincente. Facendo da traino per tutti. Le auto di fascia alta richiedono batterie più dense, software avanzati e materiali leggeri, stimolando la ricerca. Il vecchio sistema era vulnerabile a abusi, con concessionari che acquistavano auto economiche in massa per rivenderle come usato a chilometri zero solo per incassare gli incentivi. Si vuole poi rendere più difficile la sopravvivenza per i marchi minori che vivono solo di sussidi statali.

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Export verso l’Europa per fare soldi: che pacchia

L’export è diventata la linea della vita. BYD punta a esportare 1,6 milioni di veicoli nel 2026, sfidando i dazi con la produzione locale (come l’impianto in Ungheria che inizierà la produzione di prova proprio in questi mesi). Il lancio di nuovi modelli sotto i marchi premium Yangwang e Fangchengbao è un tentativo esplicito di catturare la fascia alta del mercato, quella che ancora beneficia dei pieni incentivi governativi.