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Spese di manutenzione degli automezzi: quali sono e come scaricarle

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Molto spesso ci si chiede se è possibile dedurre dalle tasse tutte quelle spese che riguardano la manutenzione o la riparazione degli automezzi. L’argomento interessa in particolare i possessori di partita Iva. A tal proposito, a partire dall’anno 2013 è stato modificato il DL relativo al trattamento fiscale di questa tipologia di spese. Tale trattamento, ai fini Ires, Irap e Iva, riguarda le imprese, i liberi professionisti e i lavoratori autonomi e chiarisce a quanto ammonta la percentuale che è possibile dedurre e detrarre dalle tasse.

Le spese per la manutenzione degli automezzi, siano essi ad uso aziendale o privato, sono cospicue e di diverso tipo. Distinguiamo le spese ordinarie da quelle straordinarie. Le prime si riferiscono a manutenzioni o riparazioni frequenti, quindi la pulizia, la sostituzione di parti deteriorate, la verniciatura o una eventuale riparazione.

Lo scopo è quello di mantenere i mezzi in buono stato e funzionanti e vengono sostenute dall’impresa al fine di mantenere efficienti i mezzi e a garantirne vita utile, oltre alla originaria capacità e produttività.
Le spese straordinarie, invece, sono interventi che producono un significativo aumento della produttività o della vita utile prevista del cespite. Si tratta, pertanto, di ampliamenti, modifiche sostanziali, sostituzioni o eventuali miglioramenti. Questi costi, inoltre, sono capitalizzabili, cioè incrementano il valore del bene.

A partire dal 2012, con il decreto di legge n. 16 del 2012, è stata modificata la disciplina riguardante la deducibilità di tali spese: esse, infatti, sono deducibili con il limite del 5%. L’importo che eccede sarà deducibile attraverso delle quote costanti nei seguenti 5 periodi di imposta. Rientrano in questa categoria le spese di ammodernamento, manutenzione, trasformazione e riparazione.

Per il calcolo del plafond di deducibilità, però, non si tiene conto dei beni acquistati o ceduti nel corso dell’anno. Al contrario, sono completamente deducibili le spese periodiche dovute a terzi per i contratti di manutenzione periodica di alcuni beni, quali computer o fotocopiatrici.
Non sono soggetti ad alcun limite di deducibilità, invece, le spese che riguardano la manutenzione ordinaria dei beni di interesse storico e culturale e i beni di terzi.

Nello specifico, i mezzi strumentali sono deducibili al 100%.

Le spese per le auto aziendali, invece, erano deducibili nei limiti del 40% fino al 2012. Tuttavia, a partire dal 2013, la percentuale è scesa sino al 20%. Ai fini della deduzione Ires, le autovetture devono essere utilizzate esclusivamente come beni propri dell’impresa, oppure adibite ad uso pubblico.

Auto e Soldi in Carta Deducibilità

Le auto aziendali utilizzate promiscuamente, invece, sono quei mezzi utilizzati solo parzialmente per fini aziendali. Ai fini Ires, la deduzione è scesa al 20% a partire dal 2013.

Anche le spese per le auto di agenti e rappresentanti non superano il 20% di deducibilità. Per questa categoria, in particolare, si è deciso di non diminuire tale percentuale, evitando così di generare un ulteriore elemento di crisi che si andrebbe ad aggiungere a quella economica e finanziaria degli ultimi tempi. Infine, le auto assegnate ai dipendenti hanno subito una variazione nel limite a partire dal 2013: esso, infatti, è sceso al 70%, contro il 90% del 2012.
E’ importante precisare che tali spese di manutenzione saranno deducibili sia con riferimento ai veicoli di proprietà, che a quelli a noleggio.

Oltre alle spese di manutenzione già citate, rientrano nel conteggio dei costi deducibili:

  • il canone di leasing finanziario
  • quello di locazione operativa
  • spese per carburanti
  • benzina e lubrificanti in genere
  • le polizze assicurative
  • la tassa di proprietà
  • le spese per il parcheggio o la custodia del mezzo
  • i pedaggi autostradali

La detrazione dell’Iva sulle auto richiede un approfondimento a parte.

E’ necessario, infatti, fare una distinzione in base alla strumentalità dell’automezzo; pertanto, vi è una differenza tra i veicoli concessi ai dipendenti in uso promiscuo, con addebito dell’Iva in fattura, e quelli che sono oggetto dell’attività dell’impresa. In questo caso, la detrazione dell’Iva verrà concessa al 100%.

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