Stellantis non guarda alla Cina solo come a un ring dove combattere. La vede anche come un laboratorio dove stringere alleanze, e l’accordo con Leapmotor è la prova più concreta di questa doppia lettura. A dirlo è stato l’amministratore delegato Antonio Filosa, che ha descritto l’intesa con il costruttore cinese come un esempio di “ciò che possiamo fare”. Una frase che apre uno scenario in cui altri accordi simili potrebbero arrivare, con altri marchi asiatici, seguendo lo stesso schema.

La collaborazione è nata nel 2023, quando Stellantis ha acquisito circa un quinto di Leapmotor e ha costruito attorno a quella quota una joint venture pensata per portare i veicoli del brand cinese fuori dai confini nazionali. Quello che sembrava un accordo commerciale con ambizioni moderate si sta trasformando in qualcosa di più strutturato.
Il passo successivo di Stellantis e i cinesi lo sappiamo già: quest’anno inizierà in Spagna l’assemblaggio del SUV compatto Leapmotor B10. Una scelta che è industriale e politica nel senso più pratico del termine. Stellantis recupera capacità produttiva in Europa, dove gli impianti girano spesso al di sotto del potenziale, e porta sul mercato un elettrico accessibile in un momento in cui il prezzo è diventato l’argomento più difficile da controbattere.

Il capitolo più interessante sembra quello ancora non ufficiale. Circolano indiscrezioni su un futuro SUV elettrico a marchio Opel sviluppato sulla tecnologia Leapmotor. Nessuna conferma, per ora. Eppure l’ipotesi racconta fino a che punto questa alleanza potrebbe spingersi, ben oltre la semplice distribuzione di auto cinesi in Europa.
Il dossier Leapmotor dovrebbe avere un peso specifico anche nel nuovo piano aziendale Stellantis, atteso per il 21 maggio. Filosa ha tenuto a precisare un dettaglio che al gruppo sta evidentemente a cuore: i clienti che scelgono Leapmotor arrivano da altri marchi, non dai brand Stellantis. La cannibalizzazione interna, per ora, non è un problema. Non sappiamo però se rimarrà tale anche quando i volumi cresceranno e la B10 assemblata a Saragozza inizierà a occupare spazio nei listini europei accanto a Peugeot, Citroën e compagnia cantante.
