Stellantis e Volkswagen, conto miliardario in arrivo con le multe verdi

Stellantis rischia 1,25 miliardi di multe per le emissioni UE, Volkswagen sfiora i 2,3 miliardi. Ignorare l’elettrico ha un prezzo preciso.
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Sarebbero 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccesso, moltiplicati per ogni vettura venduta. L’Unione Europea ha scritto così la sua fattura. La normativa Cafe fissa a 93,6 g/km la soglia media consentita per le nuove immatricolazioni nel mercato europeo. Chi supera quel limite non riceve un’ammonizione, non viene invitato a riflettere, semplicemente paga le multe.

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Secondo uno studio di Dataforce, tra gennaio 2025 e aprile 2026 l’industria europea avrebbe già accumulato debiti teorici per 12,8 miliardi di euro, contro 9,7 miliardi di crediti. Saldo negativo di oltre tre miliardi. Non esattamente spiccioli.

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Volkswagen è il gruppo più esposto, con sanzioni potenziali vicine ai 2,3 miliardi di euro. Subito dopo arriva Stellantis, che nel periodo analizzato ha immatricolato quasi 2,3 milioni di vetture in Europa registrando emissioni medie stimate a 102,1 g/km, ben oltre il proprio obiettivo di 96,2 g/km. Il potenziale debito per le multe si attesta intorno a 1,25 miliardi di euro. Una cifra incommentabile.

Dall’altra parte della barricata, però, c’è chi si sta costruendo una rendita. Tesla risulterebbe tra i principali beneficiari del sistema, con circa 2,3 miliardi di crediti teorici accumulati. I costruttori cinesi avanzano nella stessa direzione con passo deciso: BYD avrebbe maturato circa 1,6 miliardi, Geely 1,4 miliardi, Leapmotor oltre mezzo miliardo. Così, a quanto pare, mentre i grandi europei calcolano le perdite, i nuovi arrivati incassano.

Per Stellantis la partita è doppia e non ammette temporeggiamenti. Da un lato serve abbassare rapidamente le emissioni medie della flotta europea, che al momento risultano ancora lontane dai parametri imposti da Bruxelles. Dall’altro, l’alleanza con Leapmotor non è solo una mossa commerciale, ma può diventare una leva concreta per rafforzare l’offerta elettrica e ridurre l’esposizione alle multe UE.

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La transizione verde, va detto, non è più un orizzonte lontano da interpretare con comodo. È una scadenza con un importo scritto sopra. E per chi ha rimandato, il tempo di fare i conti è adesso.