Stellantis ha smesso di fingere. Dopo aver bruciato 22,2 miliardi di euro inseguendo il futuro elettrico, il colosso automobilistico ha deciso di reintrodurre silenziosamente versioni diesel di almeno sette modelli tra auto e furgoni in tutta Europa. La svolta strategica, emersa da un’indagine di Reuters su siti web di concessionarie e dichiarazioni aziendali, conferma quello che molti sospettavano. L’elettrificazione forzata potrebbe essere stata un costoso abbaglio.
Già dalla fine del 2025, Stellantis ha riportato sul mercato europeo motorizzazioni diesel per veicoli che spaziano dai furgoni commerciali alla Peugeot 308, passando per la premium DS No. 4 e l’Opel Astra. Modelli come il Peugeot Rifter a sette posti, il Citroën Berlingo e l’Opel Combo van hanno ritrovato il gasolio sotto il cofano. Persino l’Alfa Romeo Tonale continuerà a essere disponibile in versione diesel. In soldoni, il gruppo ha capito che servono auto che la gente possa permettersi e che rispondano alle esigenze reali con l’autonomia senza l’ansia da colonnina.

La giustificazione ufficiale suona quasi ironica: “Abbiamo deciso di mantenere i motori diesel nel nostro portafoglio prodotti e, in alcuni casi, di aumentare l’offerta di propulsori. Vogliamo generare crescita, per questo ci concentriamo sulla domanda dei clienti”. Dunque, gli automobilisti vogliono comprare ciò che funziona, non ciò che piace ai burocrati di Bruxelles.
Le vendite di veicoli elettrici in Europa non hanno rispettato le aspettative, mentre l’Unione Europea ha annacquato gli obiettivi sulle emissioni, concedendo più tempo ai motori a combustione. Nel 2025, le auto diesel hanno rappresentato appena il 7,7% delle nuove immatricolazioni in Europa, contro il 19,5% delle elettriche, ma con una differenza sostanziale: i diesel costano molto meno e non dipendono da un’infrastruttura di ricarica inesistente o insufficiente.

Cruciale il fatto che i costruttori cinesi, dominanti nel segmento elettrico, non competono affatto nel diesel. D’altronde, se sei un marchio europeo che cerca di differenziarsi, il gasolio rappresenta un vantaggio competitivo rispetto ai nuovi arrivati asiatici.
La débâcle di Stellantis, con azioni ai minimi storici dal 2021 e l’abbandono degli obiettivi di vendita 100% elettrica in Europa entro il 2030, dimostra quanto sia stato miope puntare tutto su una tecnologia che il mercato non era pronto ad accogliere. Negli Stati Uniti, intanto, il gruppo ha già riportato in vita la Jeep Cherokee e il possente motore Hemi V8. Meglio tardi che mai.
