Cassino chiede certezze, e i tempi che corrono non aiutano. C’è una scadenza, dicembre, e c’è un incontro che pesa più di tante altre riunioni: ieri pomeriggio, a Palazzo Piacentini, sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Regione Lazio si è seduta al tavolo con i vertici di Stellantis per parlare del futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Non siamo più in un momento in cui si può solamente attendere e sperare, dietro quelle mura industriali ci sono lavoratori, famiglie, un indotto che da decenni vive in simbiosi con la fabbrica.

Il presidente della Regione Francesco Rocca, affiancato dalla vicepresidente Roberta Angelilli, ha incontrato l’amministratore delegato Antonio Filosa e il responsabile Europa del gruppo Emanuele Cappellano.
Sul tavolo, la richiesta più ovvia e insieme più urgente: sapere cosa succederà, e saperlo prima che la scadenza di dicembre arrivi a sorpresa. D’altronde, un piano industriale senza dettagli non rassicura nessuno, e l’incertezza, invece, si respira già da tempo tra dipendenti e aziende dell’indotto.
Stellantis, dal canto suo, ha rispedito la palla con un discorso di prospettiva: Cassino resta centrale, puntando su due nomi che a Modena farebbero scattare l’applauso, ovvero i due marchi amati e, a tratti, persino maledetti, Alfa Romeo e Maserati. La scadenza di dicembre, spiegano dal gruppo, serve proprio a chiudere il discorso Maserati con soluzioni concrete, eventualmente tramite partnership esterne.

Il segnale più tangibile, però, ha già una data e un nome: il nuovo Grecale, in arrivo nel 2027, verrà prodotto proprio a Piedimonte San Germano. Una buona notizia, indubbiamente, ma che da sola non basta a chiudere il cerchio.
Resta aperta la partita più grande, quella di un piano industriale completo che dia un orizzonte chiaro a uno stabilimento che, senza girarci intorno, per il Lazio non è solo una fabbrica.
