Cassino aspetta e, nell’attesa, i lavoratori contano i modelli confermati altrove e fanno i conti con ciò che manca ancora sul loro tavolo. L’incontro tra Stellantis e sindacati ha prodotto una serie di impegni concreti per gli stabilimenti italiani, ma il punto più spinoso resta quello laziale, dove il futuro dipende da due marchi, Alfa Romeo e Maserati, che continuano a non dare risposte definitive su nulla.
Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl, ribadisce come il problema di Cassino sia ancora strutturale e non si possa risolvere solo con buone intenzioni. Servono modelli nuovi, piani industriali chiari, e servono ora. Rinviare le decisioni a fine anno, come sembra orientato a fare il gruppo, significa prolungare un’incertezza che il sito laziale non può permettersi ancora a lungo.

Sul resto, Stellantis ha mostrato una strategia tutto sommato articolata. Nessuna chiusura di stabilimenti, volumi produttivi in crescita, 5 miliardi di euro in ricerca e sviluppo tra il 2026 e il 2030. Nel 2025 sono già stati assunti 140 ingegneri; nel 2027 si punta a replicare il numero.
I siti coinvolti sono praticamente tutti. Pomigliano avrà almeno due nuove e-car dal 2028, la Pandina continua fino al 2030, il Tonale resta in produzione fino a fine 2027. A Mirafiori proseguono la 500 elettrica e ibrida, con un investimento sulle batterie previsto entro il 2027. Melfi conferma i quattro modelli già programmati e si aggiunge un C-SUV Alfa Romeo entro il 2028. Atessa va avanti sugli e-van, Termini resta un fronte caldo con richieste su eDCT e motori Euro 7, Modena è legata ai destini di Maserati tra GranTurismo, GranCabrio, Pura e future supercar.

E Cassino? La nuova Maserati Grecale è attesa entro il 2027, una buona notizia, ma non sufficiente. Uno stabilimento non si mette in sicurezza con un singolo modello e una data. La Fim Cisl lo dice senza giri di parole: senza nuovi progetti Alfa Romeo e Maserati assegnati in tempi rapidi, il sito laziale resta in bilico. Il piano Stellantis convince a metà.
