Toyota, perché è ancora la giapponese la numero uno al mondo: c’entra l’elettrico

Toyota si conferma per il sesto anno consecutivo il re indiscusso del settore, mantenendo saldamente il timone delle vendite.
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Nel 2025, è arrivata una nuova sentenza definitiva, che di “nuovo” ha solamente l’ultima cifra dell’annata. Già, perché siamo davanti all’ennesimo replay, il sesto per l’esattezza. Toyota si conferma per il sesto anno consecutivo il re indiscusso del settore, mantenendo saldamente il timone delle vendite mentre la rivale Volkswagen arranca in una transizione elettrica forse troppo frettolosa.

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I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: tra gennaio e novembre, il colosso giapponese ha immatricolato la bellezza di 10,32 milioni di veicoli, lasciando i tedeschi fermi a 8,98 milioni. Un divario che supera il milione di auto e che sa tanto di sconfitta bruciante. Di nuovo.

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Mentre a Wolfsburg si puntava tutto sui veicoli a batterie da una parte all’altra del Pianeta, Toyota ha giocato a scacchi, muovendo le pedine di Daihatsu e Hino e puntando su una gamma di veicoli elettrificati che non costringe l’utente a pregare per trovare una colonnina funzionante. D’altrnde, nel secondo trimestre del 2025, gli ibridi e i plug-in hanno rappresentato il 46% delle vendite totali del gruppo nipponico. Un dato che è uno schiaffo morale a chi pensava che il motore termico fosse un reperto archeologico. I consumatori preferiscono ancora soluzioni che combinano autonomia e costi contenuti.

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Per Volkswagen, invece, il 2025 è stato un anno da dimenticare, con una flessione dello 0,5% e criticità pesanti nei mercati chiave. In Cina, le consegne sono crollate dell’8%, mentre negli Stati Uniti il calo ha toccato un doloroso 10,4%, complici le politiche tariffarie americane che hanno reso l’accesso al mercato molto più costoso. La scommessa “all-in” sulle piattaforme elettriche si è scontrata con costi delle batterie stellari e filiere fragili.

L’approccio multi-tecnologico di Toyota si è dimostrato una corazzata resiliente. La capacità di adattarsi alle specificità regionali, offrendo l’elettrico dove corre e l’ibrido dove serve, è stata la chiave del successo.In questo modo, Toyota vince e convince perché sa che il mondo è vario, mentre Volkswagen sembra aver dimenticato che non tutti vivono a un metro da una colonnina super-charger.