L’ibrido Toyota sfrutterà il flop elettrico mondiale 2026

La decisione di Toyota di puntare su motori ibridi risulta sempre più vincente, ancor più con la retromarcia UE verso il termico e l’addio al mandato elettrico degli USA.
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Toyota continua a investire in motori a combustione interna e ibridi mentre la Cina accelera verso BEV e PHEV (ibride plug-in): il presidente Akio Toyoda sfrutterà – secondo noi – il flop elettrico mondiale e un mercato automobilistico globale ultra frammentato nel 2026. Negli USA, c’è il ritorno prepotente della libertà di comprare grazie a Trump che ha cancellato il mandato termico di Sleepy Joe. Il quale era una stampella preziosa per le lobby green UE: adesso Bruxelles ha fatto una prima retromarcia col 90% di taglio CO2 anziché 100%.

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In attesa che si arrivi allo 0%. Cosa possibile, considerando il periodo di paura automotive vissuta dalla regina europea, la Germania: con la disoccupazione auto diretta e indiretta (indotto) che porta instabilità sociale e politica UE, Berlino andrà alla carica per dare un’ulteriore spallata al tutto elettrico. Altrimenti il caso Mercedes che fa auto in Ungheria non resterà isolato.

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La scommessa sul multi-pathway (la coesistenza di ibrido, termico e idrogeno) sta pagando dividendi politici e industriali insperati, trasformando quello che molti definivano un ritardo tecnologico in un vantaggio competitivo senza precedenti. Il Global South richiede motori robusti e semplici, dove Toyota non ha rivali.

Ibrido Toyota contro dogma elettrico

Toyota, consapevole che Stati Uniti, Europa e mercati emergenti si muovono con diversi comportamenti dei consumatori, differenti infrastrutture e norme contraddittorie, e osservando l’aumento costante del prezzo dell’energia, non azzarda la sciocca scommessa perdente sulle elettriche. Il tanto desiderato allineamento globale dei verdi non c’è mai stato né mai si realizzerà. Concretezza e praticità contro le follie green.

Con l’ibrido Toyota, moderno ed efficiente, si hanno emissioni significativamente inferiori senza dipendere dalle colonnine inesistenti: il mito delle stazioni ovunque crolla innanzi alle prese scollegate e ai vandalisimi (taglio dei cavi), mentre l’eccellenza manifatturiera e la scala dei fornitori vengono gelosamente preservati. Invece, l’UE ha buttato via un secolo di supremazia tecnologica nel termico per fare un salto nel buio dell’elettrico ultra dominato da Pechino. Il colosso nipponico tutela la complessità dei sistemi e la disciplina industriale a tutti i livelli, con la creazione di valore a lungo ciclo. Si tutela la sacralità della sovranità industriale e del valore a lungo termine, senza uniformarsi al pensiero dei gruppi di potere.

Aygo ibrida 2026: icona della linea Toyota

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Sotto questo profilo, la Aygo ibrida 2026 è l’emblema della scelta della Casa: offre una guida agile per le strade urbane grazie alla piattaforma GA-B della Toyota Global New Architecture (TNGA), che garantisce un baricentro basso e una carrozzeria molto rigida. Sospensioni, freni e sterzo garantiscono una guida più coinvolgente e reattiva. Il controllo della frenata in discesa supporta una decelerazione più sicura rilevando variazioni di inclinazione, mentre il sistema ibrido contribuisce a garantire una guida più silenziosa e confortevole, soprattutto in modalità completamente elettrica. Inoltre, il gruppo motopropulsore è dotato di un 1,5 litri che sostituisce il benzina 1.0. Emissioni di CO2 da leader nella sua categoria di 85 g/km. La potenza complessiva del sistema è aumentata di 44 CV rispetto alla versione precedente, raggiungendo una potenza massima di 116 CV.