I numeri non mentono: mentre l’83% degli europei sceglie il nuovo a benzina, nonostante il doping fazioso elettrico, Toyota stacca tutti nel mondo col motore termico ibrido nel 2025. Per il sesto anno consecutivo, si registra il primato globale del gruppo giapponese con un divario enorme sui tedeschi di Volkswagen.
Dati inconfutabili: sì all’ibrido a benzina
Toyota ha venduto 11.322.575 veicoli lo scorso anno, con una crescita del 4,6% rispetto al 2024, includendo il marchio omonimo più Lexus, Daihatsu e Hino: il massimo storico per il costruttore nipponico. Il calo del 3,7% del 2024 è stato recuperato e, rispetto al 2023, si ha una crescita dello 0,8%.
Fa davvero sorridere la lobby green dell’elettrico, che non sa più come barare: mischia le BEV e le PHEV per pompare i numeri delle prime, poi elimina le ibride dal conteggio delle benzina per cancellare il dominio del termico. Tutte le previsioni del dominio elettrico si sono rivelate sballate: una sorta di oroscopo automotive per vecchiette scaramantiche in un contesto misto fra astrologia e anziana propaganda verde.
Volkswagen, con 8.983.900 mezzi targati, dietro addirittura di 2 milioni di unità. La forbice si allarga in modo straordinario fra i due: tornando indietro nel tempo, bisognerebbe capire se VW punterebbe ancora sull’elettrico in modo così deciso e perentorio.

Per Toyota la minaccia PHEV ibrida a benzina cinese in Europa e nel mondo
Chi può dare noia davvero alla regina? Secondo noi, i cinesi con le PHEV ibride a benzina. Un sano motore a combustione, moderno, pulito, con batteria in parallelo. Tuttavia, all’orizzonte si profila l’unica vera minaccia in grado di scardinare questo dominio: l’offensiva delle PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) cinesi.
Consapevoli delle resistenze del mercato mondiale verso l’elettrico, i costruttori cinesi come BYD, Geely (Lynk & Co) e Chery hanno sferrato l’attacco sul terreno preferito dagli automobilisti nel mondo, il benzina. In un contesto libero (vedi USA), il termico stravince, per cui la Cina intercetta i desideri dei consumatori, divenendo il nemico pubblico numero uno dei nipponici.
Attenzione agli ibridi super efficienti cinesi (perfino diesel), alle percorrenze lunghissime, condito da infotainment di rilievo e da campagne aggressive in termici di finanziamenti, leasing, noleggio a lungo termine. Le nuove piattaforme, come la DM-i di BYD, offrono autonomie in modalità solo elettrica che superano i 100-120 km WLTP. Questo trasforma l’auto in una elettrica per l’uso quotidiano e in una termica pura per i lunghi viaggi, eliminando l’ansia da ricarica. La vettura resta comoda e pratica, come le Toyota.

Sfida asiatica
Toyota ha costruito il suo impero sul sistema ibrido, un capolavoro. I cinesi hanno ribaltato l’architettura. Sebbene l’affidabilità nippo sia leggendaria, le nuove generazioni di acquirenti sono attratte dal contenuto tecnologico (infotainment, schermi rotanti, ADAS di livello 3) che i cinesi offrono di serie a prezzi aggressivi. La vera sfida non sarà più tra benzina ed elettrico, ma tra chi saprà costruire il miglior ibrido a benzina: la sapienza ingegneristica giapponese contro la potenza di fuoco industriale cinese.
In quanto alle eco pretese dei green, dimenticano le emissioni ambientali per produrre e smaltire le batterie delle elettriche, nonché la quantità di carbone per produrre energia elettrica: un bluff che sta crollando nel mondo, come dimostrano i numeri.
