Addio a Lee Iacocca, icona dell’industria automobilistica made in USA

Se n’è andato il 2 luglio 2019 all’età di 94 anni Lee Iacocca, l’uomo (figlio di immigrati italiani) icona dell’industria automobilistica americana. I suoi studi di ingegnere ed il master conseguito all’Università di Princetown gli aprirono le porte nel 1946 presso la prestigiosa casa automobilistica Ford ed alla fine del 1970 ne divenne il presidente. Il suo nome è entrato nella storia in quanto è considerato a pieno titolo il “padre” di una tra le auto più blasonate e desiderate di sempre: la Ford Mustang. La convivenza con Hanry Ford non fu tra le migliori ed infatti nel 1978 Ford lo licenziò addossandogli la colpa del flop della Ford Pinto, un’autovettura dal prezzo accessibile e dal design curato ma che in realtà aveva una miriade di problemi tra i quali quello più grave, un difetto di fabbricazione che faceva letteralmente incendiare l’auto in caso di incidente anche a bassa velocità. Iacocca non si perse d’animo e riuscì a farsi assumere dalla casa automobilistica Chrysler che non navigava certo in acque tranquille. Si fece assumere accettando uno stipendio simbolico di 1 dollaro l’anno riuscendo a salvarla dalla bancarotta riportando i conti in ordine. Questo gli consentì di diventare il manager più popolare del mondo nel periodo degli anni ’80. Lee Iacocca era una vera e propria celebrità: appariva frequentemente negli spot televisivi Chrysler dove sottolineava sempre la qualità del duro lavoro e dell’impegno per fare bene le cose. Rimase in Chrysler fino al 1992, anno in cui lasciò spazio al suo successore Robert Eaton, ammettendo che “nessuno può essere un cowboy per tutta la vita, nemmeno io”.

Nel 1984 uscì una sua biografia che ebbe molto successo divenendo una sorta di best seller internazionale nella quale confessò di aver provato il suicidio per almeno due volte. Tra il 1984 ed il 1988 su parlò di Iacocca anche come possibile candidato alla Casa Bianca tra le fila dei democratici. Ma lui non diede nessun peso a questa vicenda, limitandosi a definire il suo stile come “dittatoriale” e poco adatto alla politica. Lee Iacocca trascorse l’ultimo periodo della sua vita a Los Angeles, anche se continuò ad avere una casa nella “culla dell’automobile americana” e cioè a Detroit. Aveva pure una proprietà in Italia, in Toscana, tale Villa Nicola dedicata al ricordo dei suoi genitori (Nicola Iacocca ed Antonietta Perrotta).

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