Alfa Romeo: è questa l’auto più brutta del Biscione?

Nata dall’accordo con Nissan negli anni ’80, l’Alfa Romeo Arna resta il modello più discusso e meno amato nella storia del marchio.
Alfa Romeo Arna

L’Alfa Romeo Arna nacque all’inizio degli anni ’80 da un accordo industriale con Nissan, formalizzato attraverso la joint venture Alfa Romeo Nissan Autoveicoli, dalle cui iniziali derivò il nome del modello. Il marchio aveva bisogno di una compatta moderna in grado di competere con Volkswagen Golf e Lancia Delta, ma le risorse disponibili non consentivano uno sviluppo interamente interno. La soluzione fu un progetto ibrido che combinava la carrozzeria della Nissan Cherry con la meccanica Alfa Romeo, in particolare i motori boxer già utilizzati sull’Alfasud.

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Alfa Romeo Arna

Il risultato, nella pratica, si rivelò un compromesso che scontentò entrambe le sponde. La linea, derivata direttamente dal modello giapponese, era priva del carattere stilistico che il pubblico associava al Biscione, mentre la base tecnica alfista non bastava a compensare un’immagine percepita come anonima e lontana dalla tradizione del marchio. Gli appassionati vi riconobbero una Nissan con meccanica Alfa piuttosto che un’Alfa Romeo con componenti giapponesi, e la distinzione non era irrilevante sul piano commerciale. Chi cercava un’auto del Biscione si aspettava eleganza e personalità, mentre chi voleva una compatta razionale trovava proposte più convincenti nella concorrenza diretta.

Alfa Romeo Arna
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Prodotta dal 1983 al 1987, l’Arna ebbe una carriera breve e vendite modeste, restando uno dei capitoli meno riusciti nella storia del marchio milanese. La collaborazione con Nissan, che avrebbe dovuto aprire una strada industriale sostenibile per la produzione di volumi nel segmento delle compatte, si chiuse senza un seguito e senza che il modello riuscisse a costruirsi una reputazione propria al di là di quella, prevalentemente negativa, che lo accompagna ancora oggi.

Alfa Romeo Arna

Dopo quarant’anni, l’Arna viene citata regolarmente come una delle Alfa Romeo meno riuscite di sempre, se non come la peggiore in assoluto. Il giudizio riflette soprattutto il contrasto tra le aspettative legate al marchio e un prodotto che di quel marchio portava il nome senza incarnarne i tratti distintivi. Resta però anche la testimonianza di una fase in cui Alfa Romeo, in difficoltà finanziarie e industriali, cercava soluzioni rapide per restare competitiva in un segmento fondamentale, accettando compromessi che in altre condizioni non sarebbero stati presi in considerazione.