Il Biscione è ancora vivo, come dimostra l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa al Salone di Bruxelles. Dopo le noiose elettriche del passato da flop, la Casa italiana del Gruppo Stellantis si rianima con una serie speciale a tiratura limitata di dieci esemplari (venduti) sviluppata da BottegaFuoriserie. Un sano doping da tuning, che la rende aggressiva al punto giusto.

Ruggito italiano
Come su tutte le Giulia Quadrifoglio, ruggisce il 2.9 V6 biturbo benzina di derivazione Ferrari. La potenza massima è di 520 cavalli, con trazione posteriore e differenziale autobloccante meccanico. Attorno a un propulsore così, costruisci un veicolo pieno di sex appeal, che si allontani il più possibili dalle tristi linee delle elettriche.

L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa è più caratterizzata di altre versioni speciali. Una macchina simbolica, per dimostrare che qualcosa si muove ancora. Al di là di Ferrari e Lamborghini, non esiste di meglio al mondo per dinamica e piacere di guida. Da lì Alfa deve ripartire.
Performance eccitante, “esagerato” alettone posteriore a due elementi, questa macchina (nata in seguito alla partnership con il team velistico Luna Rossa per la 38ª America’s Cup) è una few-off che fa decollare in bellezza la berlina nostrana.
Notevole la tinta bicolore con verniciatura argento cangiante realizzata a mano, che richiama le sfumature dello scafo di Luna Rossa. Il tutto in abbinamento a dettagli neri sul cofano, fibra di carbonio a vista su tetto, scudetto e specchietti. Sfiziose le finiture rosse per la parte centrale dei cerchi da 19 pollici.

Grazie alle appendici laterali del frontale, alle minigonne di carbonio e ai nuovi profili del fondo piatto, si generano 140 kg di carico aerodinamico a 300 km/h, cinque volte di più rispetto alla versione di serie. Ciliegina sulla torta, lo scarico Akrapovic con coperture dei terminali in fibra di carbonio.

Interni splendidi
Dentro, loghi Alfa Romeo tinti di rosso, selleria firmata Luna Rossa, sedili Sparco di pelle traforata grigia con al centro la striscia rossa tipica del marchio velistico, abbinata a fianchetti in pelle nera e calotta posteriore in fibra di carbonio. Sulla plancia, un inserto realizzato con il materiale impiegato per le vele da competizione.

Piano Stellantis a metà 2026: si vedrà il futuro Alfa
Inizialmente previsto per l’inizio dell’anno, il Capital Markets Day è slittato verso la metà del 2026 per permettere alla dirigenza di finalizzare una strategia che segni una reale discontinuità. In questa occasione verrà presentato l’aggiornamento del piano Dare Forward 2030. Da capire il destino dei marchi, Alfa inclusa. La nuova linea guida è la flessibilità con le piattaforme STLA Large e STLA Medium, capaci di ospitare motorizzazioni 100% elettriche (BEV), ibride e termiche tradizionali.
Una delle indiscrezioni più forti che il piano dovrà affrontare riguarda il posizionamento dei marchi: con le difficoltà di Lancia e DS, Alfa Romeo potrebbe essere investita del ruolo di unico brand premium globale di Stellantis, ricevendo maggiori investimenti in termini di prodotto e marketing per competere direttamente con i marchi tedeschi in Europa. E coi cinesi. L’Alfa è ancora viva.
