La nuova Alfasud non è stata programmata, né prodotta. Esiste solo nel mondo virtuale, più precisamente nei sogni di molti Alfisti. Perché non è tanto il nome, ma è proprio il “format” a mancare alla gamma Alfa Romeo odierna.
Una serie di render online, ovvero qualche immagine pubblicata su Facebook da Bruno Callegarin, creatore digitale indipendente, e il nome è già tornato a circolare tra gli appassionati con la velocità di una notizia vera.

Il punto di partenza è la Alfasud 1.5 TI Quadrifoglio a tre porte. Callegarin l’ha trasportata nel presente senza stravolgerne l’identità: proporzioni compatte, assetto ribassato, passaruote pronunciati, ruote generose. Stile “aggressivo quanto basta”, ha spiegato lui stesso. Per il frontale ha studiato due soluzioni diverse per i fari, lasciando agli utenti il compito di scegliere. Lo scudetto resta al centro, ovviamente.
La carrozzeria è larga e ben piantata, ma senza eccessi muscolari. Il posteriore è corto e raccolto, quasi da coupé, mentre la fiancata conserva quella semplicità tesa e funzionale che era il marchio di fabbrica dell’originale. Un’auto degli anni Settanta traslata nel 2026 senza aggiungere orpelli.

L’Alfasud storica debuttò nel 1971 e segnò una discontinuità reale per il Biscione. Prima Alfa Romeo prodotta a Pomigliano d’Arco, prima incursione seria in un segmento più accessibile rispetto alle berline sportive tradizionali. Trazione anteriore, motori boxer, comportamento dinamico sopra la media: la TI, in particolare, era leggera, brillante, divertente. Una reputazione costruita sul campo che regge ancora oggi, nonostante i problemi di corrosione che per anni hanno oscurato le altre qualità del modello.
Il render di Callegarin arriva in un momento complicato per Alfa Romeo. Il piano strategico FaSTLAne presentato da Stellantis lo scorso 21 maggio ha regionalizzato il marchio, concentrando investimenti sui mercati dove i risultati possono essere più solidi. Il segmento C è indicato come prioritario, le eredi di Tonale e Giulietta dovranno sostenere i volumi. Sul segmento D, invece, il quadro è ancora aperto: Giulia e Stelvio restano centrali per l’immagine, ma la forma della loro sostituzione non è definita. Circola l’ipotesi di un unico modello con carrozzeria trasversale che ne raccolga l’eredità.
In questo contesto, una nuova Alfasud non è nei piani. Ma l’esercizio di Callegarin intercetta qualcosa di preciso: il desiderio di rivedere in listino una compatta sportiva, leggera, immediatamente riconoscibile.
