La RC Auto in Italia sta per cambiare faccia, e stavolta il buon senso sembra aver finalmente timbrato il cartellino al Parlamento e nelle sedi Ue. Con il recepimento della direttiva europea 2021/2118, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto legislativo che promette di rendere l’obbligo sull’assicurazione meno rigido e, si spera, un po’ più logico.
La notizia che farà esultare chiunque possieda un “monumento” in giardino o in garage è lo stop all’assicurazione per i veicoli inutilizzabili. Se la vostra auto è ufficialmente un rottame, priva di motore o di parti essenziali che ne impediscano la circolazione in modo permanente, potete finalmente smettere di staccare assegni alla compagnia assicurativa. Se al vostro mezzo mancano solo la batteria o le ruote, elementi facilmente reinstallabili per una scampagnata improvvisata, l’obbligo rimane. Insomma, o è un ferro vecchio certificato o si paga.

Grandi manovre anche per i veicoli d’epoca e di interesse storico, che nel 2025 hanno raggiunto la quota di quasi 310 mila esemplari dotati di Certificato di Rilevanza Storica. Per loro arrivano polizze “su misura” che distinguono il rischio statico, quello dell’auto che sta ferma a farsi ammirare in un museo, da quello dinamico. È il riconoscimento ufficiale che un’auto del 1930 ferma su un piedistallo è meno pericolosa di una berlina moderna nel traffico dell’ora di punta.
Per gli amanti delle vacanze on the road, come i camperisti o i motociclisti, debutta la possibilità dell’assicurazioni infra-annuale. Un decreto ministeriale successivo stabilirà come superare la rigidità della durata minima annuale, permettendo costi finalmente proporzionati all’effettivo utilizzo.

Anche il mondo delle gare riceve una spallata di flessibilità: gli organizzatori di competizioni motoristiche potranno optare per una polizza di responsabilità civile generale, decisamente più adatta ai circuiti rispetto alla normale RC Auto. A vigilare su tutto questo nuovo ecosistema ci sarà un’Ivass più potente, pronta a rimettere ordine nella banca dati dell’attestato di rischio e a decidere quanto debba durare l’osservazione della vostra condotta alla guida.
