Fanno festa gli eco appassionati per il 17,4% di auto elettriche vendute in Europa nel 2025. C’è qualche micro dettaglio omesso da giornali compiacenti. Primo: è un mercato dopato da incentivi statali. Sono soldi dei contribuenti che finiscono nelle tasche della Cina, la quale controlla batterie BEV e tutta la filiera elettrica mondiale.
Secondo: le km zero elettriche sono ovunque, specie in Italia, il che è un’altra “droga” per il mercato. Terzo: i listini del nuovo termico risultano stellari, in quanto le Case devono vendere elettrico per evitare le multe di 15 miliardi UE.
È una spinta colossale verso l’elettrico. Con l’elettrico, il profitto è zero. Il margine lo ottieni col termico. Quarto: tolto Francia e Germania, gli altri mercati importanti fanno numeri ridicoli.
Nonostante un arbitro a favore che fischia cinque rigori inesistenti a partita, siamo molto sotto le previsioni: di questo passo, per il 2035 non si raggiunge il 100%, come la matematica insegna. Intanto, Stellantis e tedesche cercano spazio in territorio libero, ossia gli USA.
Vince l’ibrido
Le immatricolazioni di auto ibride-elettriche hanno catturato il 34,5% del mercato, rimanendo la scelta preferita dai consumatori nell’Unione Europea. Nel 2025 sono state immatricolate 1.880.370 nuove auto elettriche a batteria, pari al 17,4% del mercato UE. I quattro mercati principali dell’Unione, che insieme rappresentano il 62% delle immatricolazioni di questa categoria, hanno registrato una crescita:
- Germania: +43,2%
- Paesi Bassi: +18,1%
- Belgio: +12,6%
- Francia: +12,5%
I dati da gennaio a dicembre 2025 mostrano inoltre che le immatricolazioni di auto ibride-elettriche sono salite a 3.733.325 unità, spinte dalla crescita nei quattro mercati maggiori: Spagna (+23,1%), Francia (+21,6%), Germania (+8%) e Italia (+7,9%). I modelli ibridi-elettrici rappresentano il 34,5% del mercato totale UE. Le immatricolazioni di auto ibride plug-in continuano a crescere, raggiungendo le 1.015.887 unità nello stesso periodo. Questo risultato è stato trainato da incrementi volumetrici in mercati chiave come Spagna (+111,7%), Italia (+86,6%) e Germania (+62,3%). Di conseguenza, le plug-in rappresentano ora il 9,4% delle immatricolazioni UE, rispetto al 7,2% dello scorso anno.

Questione concessionarie e addetti
Le concessionarie, pressate dalle Case madri che devono abbassare la media delle emissioni della flotta per evitare le sanzioni UE, immatricolano le vetture a se stesse per poi tentare di svenderle sul mercato dell’usato fresco. Questa pratica crea un mercato fantasma: le auto risultano vendute nei report di fine mese, ma rimangono fisicamente a prendere polvere nei piazzali. È una droga pesante per il settore, che maschera una domanda reale anemica. Il consumatore medio, privato del paracadute degli incentivi, guarda con sospetto a un’auto che costa il 40% in più di una termica equivalente e che svaluta più velocemente di uno smartphone di vecchia generazione.
Le concessionarie, pressate dalle Case madri che devono abbassare la media delle emissioni della flotta per evitare le sanzioni UE, immatricolano le vetture a se stesse per poi tentare di svenderle sul mercato dell’usato fresco.
Chiosa sulla mancanza di rispetto verso gli addetti in Europa che hanno perso lavoro per le elettriche: l’onda piccola di adesso è di 100 mila persone disoccupate, specie per l’indotto. Lo tsunami nel 2026 e 2027. Cosa ci sarà da festeggiare se l’UE si suicida innanzi alla supremazia cinese, mentre era leader mondiale del termico?
