L’auto tedesca può fare boom negli USA: ecco perché

Il mercato automobilistico statunitense rappresenta oggi, per i giganti tedeschi come i marchi Audi, BMW e Volkswagen una terra di opportunità straordinarie.
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Gli USA sono – per i giganti tedeschi come marchi Audi, BMW e Volkswagen – una terra di opportunità straordinarie. In Europa c’è una clima di incertezza geopolitica fatta di obblighi di vetture elettriche e prezzi del gas stellari. L’accordo Mercosur (Sudamerica) è paralizzato, quello con l’India un punto di domanda, la Cina è appannaggio dei marchi locali, il mercato UE è asfittico. Ecco allora la necessità di radicare la produzione localmente per aggirare le barriere commerciali USA: vedi Audi. 

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Audi in USA?

Come riportato da recenti indiscrezioni basate su dichiarazioni del CEO VW Oliver Blume, il progetto di uno stabilimento Audi sul suolo americano è in una fase di stallo. Sebbene caldeggiato per beneficiare dei sussidi governativi, il calcolo economico è cambiato. Una rivoluzione dovuta all’introduzione dei dazi della nuova amministrazione Trump.

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Nel solo periodo dei primi nove mesi del 2025, i dazi sulle importazioni hanno pesato sulle casse di Volkswagen per circa 2,1 miliardi di euro. Davvero troppo. Così, si erodono pericolosamente i profitti.

Target di partenza

L’obiettivo iniziale del gruppo era raggiungere una quota di mercato del 10% negli USA. Ma questa ambizione è stata ridimensionata in favore di una crescita incrementale.

Il Gruppo possiede già un vasto appezzamento di terreno in South Carolina e valuta altre opzioni come il Tennessee. Comunque, ogni decisione definitiva è rimandata a marzo 2026, quando verrà presentato il nuovo piano di investimenti quinquennale, dice Autonews.

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Se BMW e Mercedes-Benz godono già di una solida base produttiva negli USA (con i maxi-impianti che sfornano gran parte dei loro SUV venduti globalmente), Audi e Volkswagen pagano lo scotto di una produzione ancora troppo legata all’importazione o ai confini messicani. L’auto tedesca Made in UE paga dazi notevoli: e chissà in futuro cosa potrà mai accadere.

Si decide nei prossimi mesi

La sfida per i prossimi mesi sarà capire se Washington offrirà le concessioni necessarie a Volkswagen per trasformare i piani di una fabbrica Audi in realtà, consolidando definitivamente il legame industriale tra la Germania e gli Stati Uniti.

bmw m5

BMW e il ritorno di fiamma dei motori V-8 e V-12

Da parte sua, BMW (delle tedesche è quella che regge meglio il ban 2035) sta focalizzando la sua strategia americana su ciò che i clienti desiderano realmente: la potenza pura e il frazionamento elevato. In controtendenza rispetto alla massiccia elettrificazione del mercato europeo, la Casa ha confermato l’intenzione di mantenere in vita i motori V-8 e i V-12 (questi ultimi attraverso il marchio Rolls-Royce) proprio per soddisfare la domanda nordamericana e mediorientale.

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Frank Weber, membro del consiglio di amministrazione per lo sviluppo di BMW, ha spiegato che mercati come quello statunitense non accettano facilmente la sostituzione di un V-8 con un sei cilindri ibrido. È questione di suono e sensazione di guida. Nel 2025, la società ha registrato record di vendite negli USA, con oltre 370.000 unità, e una parte significativa di questo successo è attribuibile proprio ai modelli M e ai SUV di grandi dimensioni come la X7, dove il V-8 rimane l’opzione preferita.