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Citroën 2CV: ecco una moderna interpretazione

La 2 Deuche Concept rappresenta un’interpretazione moderna della mitica Citroën 2 CV, sfruttando però la base elettrica della Ami

2 Deuche Concept

Trovi che la Citroën AMI sia poco invitante? Cosa ne pensi allora di questa 2 Deuche Concept? Purtroppo questo progetto non è arrivato dall’ufficio stile del brand del Double Chevron e quindi non ha alcuna possibilità di uscire dal suo universo virtuale per entrare nella vita reale e potrebbe essere un peccato.

Diciamo che al giorno d’oggi sarebbe impossibile rifare una Citroën 2 CV, almeno come vettura tradizionale in virtù delle molteplici norme alle quali sottostare, a cominciare da quelle anticollisione, antinquinamento e così via ovvero condizioni che concorrerebbero a insidiare un design fragile e leggero che ha decretato il successo che tutti conosciamo. C’è però una soluzione per riportare in vita la 2 CV; abbandonare l’automobile e optare per un quadriciclo motorizzato, come ad esempio la Citroën AMI elettrica, e vestire il tutto con linee che richiamano chiaramente la venerabile Citroën 2 CV. Il design retrò è un punto di partenza fondamentale in termini di approccio al pubblico, lo dimostrano i tanti casi a disposizione del mercato oggi e nel recente passato.

Una Citroën 2CV senza patente

È proprio questo il percorso seguito dal designer francese Jean-Louis Bui. Quest’ultimo non funziona per il costruttore del Double Chevron ma per l’azienda Protostyle. Quest’ultima, con sede nella regione parigina, è attiva nella prototipazione, realizzando modelli e concept car, come nel caso della Alpine A110-50 che celebra il 50° anniversario del marchio, per case automobilistiche e principalmente marche francesi. In termini di creazioni puramente ricreative, Jean-Louis Bui ha già diversi progetti al suo attivo, come il concept DS Revival del 2020 o l’SM Revival presentato per il 50° anniversario del modello.

2 Deuche Concept

Descrive la sua 2 Deuche Concept come un’interpretazione moderna della mitica Citroën 2 CV; parliamo di un veicolo urbano alimentato da un motore elettrico per essere, come il suo antenato accessibile al maggior numero di pubblico possibile, classificato nella categoria dei veicoli senza patente. In quest’ottica, le specifiche impongono i seguenti vincoli tecnici: lunghezza inferiore a 3 metri, larghezza massima di 1,50 m e una capacità di due soli passeggeri, non di più. L’uso ideale previsto sarebbe il car sharing o il noleggio self-service. In ogni caso, il suo designer ha già immaginato l’auto come ambasciatrice dei Giochi Olimpici di Parigi 2024; sarà davvero così?

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