Se pensavate che le city car fossero destinate a una vita breve tra semafori e parcheggi risicati, non avete ancora fatto i conti con la storia di Wiel Willems. L’olandese di 89 anni ha deciso di dimostrare che anche una modesta Citroën C1 può ambire all’immortalità, o almeno a quel milione di chilometri che solitamente è territorio esclusivo di vecchi diesel indistruttibili o di furgoni per consegne.
Acquistata nuova nel 2015, la city car francese equipaggiata con il discusso motore PureTech 1.2 da 82 cavalli ha tagliato il traguardo a sei zeri nell’ottobre 2025, sfidando (eccezionalmente) ogni statistica sulla fragilità dei tre cilindri moderni.

Tuttavia, prima di gridare al miracolo ingegneristico, è bene dare un’occhiata al “dietro le quinte” di questa odissea meccanica. Willems ha percorso circa 100.000 chilometri all’anno, macinando autostrade a un ritmo che avrebbe messo in crisi persino una grossa berlina tedesca.
La ricetta per la longevità? Una disciplina manutentiva quasi ossessiva. Il proprietario ha seguito alla lettera ogni dettame della casa madre: cambi d’olio frequenti, controlli regolari e riparazioni repentine al primo accenno di starnuto metallico. In un’epoca in cui il PureTech è spesso bersagliato dalle critiche per l’affidabilità della cinghia a bagno d’olio, l’impresa di Wiel sembra quasi un atto di ribellione.

Ma qui arriva la nota quasi comica. Mantenere in vita questa C1 è costato quanto una collezione di auto di lusso. In dieci anni, Willems ha speso circa 50.000 euro in manutenzione, con una media di 5.000 euro l’anno. In pratica, ha ricomprato la sua stessa auto almeno quattro volte sotto forma di pezzi di ricambio e fatture del meccanico.
E non è tutto. Il “milione” non è stato farina di un unico cuore meccanico, poiché a 500.000 chilometri il motore originale della C1 ha saggiamente deciso di andare in pensione anticipata, rendendo necessaria una sostituzione completa.
Quindi, anche se l’impresa resta impressionante, ci ricorda che con una manutenzione costante e un budget illimitato, potreste probabilmente far percorrere un milione di chilometri anche a un tostapane. Ma a che prezzo.
