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Colossale truffa prezzo benzina: ma chi organizza tutto?

Il ministro Cingolani attacca: colossale truffa prezzo benzina. Resta una domanda: chi organizza tutto?

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Misteri italiani sulla benzina. Il ministro della Transizione Cingolani lancia un attacco contro i fenomeni speculativi. Che, durante la guerra Russia-Ucraina, determinano i forti rincari dei carburanti degli ultimi giorni. Con la benzina a 2,3 euro il litro in self. Per il ministro, non esiste una motivazione tecnica per cui questi carburanti siano così costosi (ha affermato a SkyTg24).

Sentiamo Cingolani: il mercato ha alzato i prezzi in maniera irragionevole e questo aumento lo stanno pagando le nostre imprese. I prezzi dell’energia stanno crescendo in maniera assolutamente non correlata alla realtà dei fatti. Se mettiamo un tetto ai prezzi blocchiamo questa spirale speculativa. Siamo in presenza di una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato ed è fatta a spese delle imprese e dei cittadini.

Ancora il ministro a Rainews24: non c’è un un motivo per cui noi oggi paghiamo il gas 10 volte di più di quello che pagavamo l’anno scorso. Target price cap. Un tetto al valore del gas scambiato in Europa. È necessario stabilire un prezzo massimo oltre il quale gli operatori europei non possono andare, è fondamentale. Chiunque esporti gas non può fare i conti senza l’Europa: serve un tetto massimo per il prezzo del gas, un costo appetibile tale da non affossare il mercato; si può discutere intorno a una cifra di 80 euro al megawatt/ora, che è già il doppio di quanto pagavamo un anno fa.

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Benzina stellare: ma chi organizza tutto?

Chiaro quel che dice Cingolani. Un po’ meno il resto. Chi organizza tutto? Cioè: esiste una società, una persona, una lobby che specula? Quello è da sapere. Vedremo il nostro Governo cosa farà in merito.

Poi ci sono gli errori dell’Italia. Per non aver diversificato la sua produzione energetica. I nostri compagni della UE non si sono fermati, come noi, al gas e a poche rinnovabili. Anche con una spinta ambientalista falsa, abbiamo ridotto in modo incomprensibile la produzione di gas nazionale ma abbiamo continuato a consumarne. Ora dobbiamo diversificare e recuperare rapidamente il terreno perduto prendendo gas da altre regioni, dice.

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