Due schiaffoni rivolti a chi ha un’auto nel 2026. Il primo – che coinvolge tutti – riguarda i pedaggi autostradali. Da ieri, 1° gennaio 2026, sono salite dell’1,5% le tariffe sulla grande maggioranza delle tratte. L’adeguamento tariffario è pari all’indice di inflazione programmata per l’anno prossimo: riguarderà i gestori per i quali è in corso la procedura di aggiornamento dei piani economico-finanziari.
Pedaggi e indice di inflazione programmata: coppia diabolica
L’indice di inflazione programmata (TIP) è un valore previsionale stabilito dal governo italiano per indicare l’obiettivo di variazione dei prezzi al consumo ritenuto coerente con la propria politica economica. A differenza dell’inflazione reale (misurata dall’Istat a posteriori), viene fissata “a tavolino” all’interno dei documenti di programmazione economica. Serve a calcolare gli aumenti annuali di servizi pubblici, concessioni autostradali (pedaggi), canoni RAI e affitti, quando previsto per legge. Il contratto che lega gestori e Stato fa stravincere i primi: rincari frequenti per vari motivi. Ciao ciao a tutte le fake news che parlavano di ribassi dei pedaggi.
Come si giustifica Salvini
Il ministero delle Infrastrutture (presieduto da Matteo Salvini) ha tentati di congelare i pedaggi fino alla definizione dei nuovi piani. Ma a ottobre 2025, la Corte Costituzionale ha determinato la legittimità degli aumenti tariffari bloccati dall’esecutivo: le disposizioni che hanno rinviato i termini per l’adeguamento dei pedaggi per gli anni 2020, 2021, 2022 e 2023 sono illegittime.
Tutti i rincari e qualche rara buona notizia
- Ivrea-Torino-Piacenza (Tronco A5): -1,35%
- Autostrade per l’Italia: +1,5%
- Brennero: +1,46%
- Brescia – Padova: +1,5%
- Autovia Padana: +1,5%
- Salt – Tronco Autocisa: +1,5%
- Concessioni del Tirreno (Tronco A10): -3,61%
- Concessioni del Tirreno (Tronco A12): -6,3%
- Consorzio Autostrade Siciliane: +1,5%
- Autostrade Alto Adriatico: 0%
- Milano Serravalle: +1,5%
- Tangenziale di Napoli: +1,5%
- Rav: +1,5%
- Sat: +1,5%
- Salerno – Pompei – Napoli: +1,925%
- Satap A4: +1,5%
- Ivrea-Torino-Piacenza (Tronco A21): -8,03%
- Sav: +1,5%
- Sitaf: +1,5%
- Fiori – Tronco A6: +1,5%
- Cav: +1,5%
- Strada dei Parchi: 0%
- Asti – Cuneo: +1,5%
CAL
- Pedemontana Lombarda: +1,5%
- TE: +1,5%
- Brebemi: +1,5%
Seconda legnata sulle polizze: occhio alla fake RC Auto
La legge Bilancio 2026 fa lievitare due polizze facoltative: le tasse sull’assicurazione Infortuni del conducente dal 2,5% al 12,5%, e quelle sull’Assistenza stradale dal 10% al 12,5%. Non c’entra assolutamente nulla la RC Auto obbligatoria. Se leggete – su qualche sito importante – che la RCA ha tasse più care, è una fake. Per catturare clic

Accise: chi ha una diesel piange
L’1 gennaio sono entrate in vigore le disposizioni in materia di accise sui carburanti per autotrazione. C’è l’allineamento delle tasse su benzina e gasolio, fissate a 672,9 euro per 1.000 litri. Morale: -4,05 centesimi di euro al litro sulla verde, ossia 4,94 centesimi con IVA 22%. E +4,05 cent sul diesel, 4,94 con IVA. Per cui, chi ha una diesel piange per questa terza batosta. Chi ha una macchina a benzina ride.
La decisione del governo Meloni
L’UE impone di allineare le due aliquote per eliminare il trattamento di favore al diesel: è la battaglia contro i sussidi dannosi per l’ambiente. Il governo poteva solo far scendere la tassa sulla benzina. Invece ha deciso di far anche salire quella sul diesel. Lo Stato ci guadagna parecchio: circolano 15 milioni di auto a gasolio che fanno 12.640 km/anno contro 14 milioni a benzina per 7.000 km/anno. Solo di tasse carburanti auto, lo Stato incassa attorno a 62 miliardi di euro l’anno: ci paga pensioni, debiti e tanto altro. L’automobilista era, è e sarà un bancomat d’oro. Se e quando dirà addio, forse fra 100 anni, alla vettura termica per passare all’elettrica, serviranno tasse pesantissime sulle BEV per recuperare i 62 miliardi di ammanco. Più i 7 miliardi di bollo auto regionale: tassa di proprietà incassata oggi, ma non pagata dalle elettriche. Per ora.
