Fiat Freemont pronta a tornare? Ecco come sarebbe

Spunta l’ipotesi di una nuova Fiat Freemont come modello globale, pensato specialmente per gli Stati Uniti.
Fiat Freemont render Fiat Freemont render

Nei prossimi anni, e in parte già a partire dal 2026, la gamma Fiat si arricchirà di numerosi modelli pensati per coprire un ampio spettro di esigenze. L’offerta andrà dalla più compatta Pandina fino alla futura Grizzly, passando per la Grande Panda, la Fastback e la Multipla, che però arriverà nel 2030. In programma ci sono anche un pick-up e un nuovo van, segno della volontà del marchio di tornare a presidiare segmenti molto diversi tra loro.

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Parallelamente, Fiat sta riflettendo su come rilanciarsi negli Stati Uniti, un mercato storicamente complicato per il marchio torinese. Al momento l’unico modello presente è la 500e, che però non sta ottenendo i risultati sperati. A questa si aggiungerà la Topolino, ma con un ruolo molto limitato, pensato più per ambienti chiusi come resort, campus o brevi spostamenti urbani, lontani dalle reali abitudini degli automobilisti americani, abituati a vetture decisamente più grandi.

Fiat Freemont render
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Ed è proprio da qui che nasce l’idea di un possibile ritorno della Fiat Freemont. In Europa il modello era arrivato come derivazione della Dodge Journey, oggi ancora venduta in Messico ma profondamente diversa, essendo ormai una GAC GS5 ribrandizzata. Nel frattempo Dodge ha deciso di abbandonare il segmento dei crossover familiari, lasciando spazio a Jeep.

In questo scenario, una nuova Freemont a vocazione globale potrebbe avere un suo senso, anche se l’operazione non sarebbe affatto semplice. In Europa il modello aveva comunque trovato un discreto riscontro, con quasi 100.000 unità vendute complessivamente e un picco di circa 26.000 immatricolazioni nel 2012. Anche la Dodge Journey, negli Stati Uniti, ha avuto numeri importanti, superando le 950.000 unità in 14 anni di carriera, con il miglior risultato nel 2016.

Nel frattempo il mercato è cambiato, ma la domanda di SUV spaziosi resta forte sia in Europa sia negli Stati Uniti. Un modello di grandi dimensioni potrebbe quindi rappresentare una carta interessante per Fiat, soprattutto se l’obiettivo è tornare a essere rilevante oltreoceano. La Freemont, del resto, offriva dimensioni generose con una lunghezza di 4,89 metri e un passo di 2,89 metri, sette posti e una buona versatilità, caratteristiche ancora oggi molto apprezzate.

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Tuttavia, il CEO di Fiat, Olivier François, ha già dichiarato che la futura Fiat Grizzly sarà il SUV più grande del marchio. Un’affermazione che, di fatto, sembra escludere l’arrivo di un modello ancora più imponente come una nuova Freemont. Tuttavia, la necessità di rilanciarsi negli Stati Uniti potrebbe spingere il gruppo a rivedere i piani, anche perché rinunciare del tutto al mercato americano significherebbe perdere uno dei bacini più importanti al mondo.

Nel frattempo, sul web iniziano a circolare le prime interpretazioni grafiche di una possibile Freemont moderna. I render immaginano un frontale ispirato alla nuova Grande Panda, con firma luminosa a pixel e fari dal disegno “a martello di Thor”, mentre il posteriore richiamerebbe lo stile dei SUV americani, con una fascia LED a tutta larghezza che ricorda molto la Dodge Durango.

Per avere risposte concrete, però, bisognerà attendere il 21 maggio, data in cui Antonio Filosa presenterà il nuovo piano industriale di Stellantis. Solo allora sarà chiaro se Fiat intende davvero tornare a giocare un ruolo di primo piano negli Stati Uniti oppure se la Freemont resterà soltanto un’idea suggestiva.