C’è un’auto che non tornerà, parola di Olivier Francois, eppure qualcuno l’ha già riportata in vita. Lo ha fatto Bruno Callegarin, designer indipendente e creatore digitale, con un render della Fiat Ritmo Abarth in chiave restomod che nelle ultime ore ha conquistato i feed di mezzo web appassionato di motori.
Non è un progetto ufficiale Fiat, (chiaramente, e purtroppo, sarebbe anacronistico a vederlo così) non è un’anticipazione di serie. È qualcosa di più difficile da definire e, proprio per questo, più onesto. Una Ritmo Abarth frutto di libertà creativa applicata a una delle compatte italiane più amate degli anni Ottanta, senza dover rispondere a un ufficio marketing o a un consiglio di amministrazione.

Callegarin non ha stravolto la Ritmo, l’ha radicalizzata. Le proporzioni della storica due volumi torinese sono rimaste fedeli all’originale, ma tutto il resto parla un linguaggio decisamente più aggressivo. Il frontale è stato completamente reinterpretato con gruppi ottici circolari a LED, prese d’aria maggiorate e uno splitter pronunciato che sposta l’asticella verso il territorio delle compatte da competizione. Sul posteriore stessa filosofia: diffusore scolpito, scarico centrale e firma luminosa che non nasconde le sue ambizioni di sportiva in formato tascabile.
A legare passato e presente ci pensano i passaruota allargati, l’assetto ribassato e i cerchi dal disegno classico, elementi che, nell’insieme, trasformano questa Ritmo virtuale in qualcosa di muscoloso, filante e convincente. Un salto nel passato mettendo un bel po’ di trucco addosso alla piccola bombetta anni Ottanta.

Il tempismo non è casuale. Poco tempo fa Olivier Francois, numero uno di Fiat, aveva raffreddato le speranze di chi attendeva un ritorno ufficiale della Ritmo. A quanto pare, il mercato chiede altro, come aveva detto, e il brand, impegnato a confermarsi come il più immatricolato del gruppo Stellantis, non può permettersi romantiche deviazioni.
Callegarin non ha aspettato il permesso. E il web, prevedibilmente, gli ha dato ragione.
