Sulla carta l’idea è sempre sembrata convincente, persino geniale. Unire un motore termico a uno elettrico ricaricabile per salvare il pianeta e aumentando l’autonomia non può che essere un ottimo compromesso. Peccato che, nella pratica, le ibride plug-in stiano dimostrando di avere un caratterino piuttosto complicato.
Secondo l’ultima indagine di Consumer Reports, basata sulle disavventure di 380.000 proprietari, queste auto presentano un frequenza di guasti superiore dell’80% rispetto ai modelli a combustione convenzionali. Insomma, danno più problemi di una termica senza “pacchetto elettrificato” a corredo. Un numero allarmante di cui le case automobilistiche avrebbero fatto volentieri a meno.

La Ford Kuga, per citare quella che si attesta in cima all’amara classifica, si è aggiudicata il poco invidiabile titolo di meno affidabile tra i SUV compatti, tra batterie ad alto voltaggio da sostituire e sistemi di raffreddamento che decidono di andare in pensione anticipata.
Pare però che il vero brivido arrivi dal gruppo Stellantis. I proprietari di Jeep Wrangler e Grand Cherokee 4xe raccontano storie agghiaccianti di auto immobilizzate per sei mesi o di pellegrinaggi infiniti in concessionaria per risolvere perdite di potenza improvvise che hanno costretto in breve tempo a richiami ufficiali estesi.
Ma questa sindrome delle ibride plug-in colpisce anche i segmenti premium. La Mazda CX-90 domina la classifica dei SUV “XXL” meno affidabili con una lista di difetti lunga quanto un manuale d’officina. Motore, trasmissione, freni ed elettronica di bordo sembrano aver stretto un patto per non funzionare all’unisono.

Non va meglio in casa Volvo. Vedere una XC60 da 70.000 euro entrare in modalità “relax” dopo appena un mese dall’acquisto sembra una barzelletta di cattivo gusto, se non fosse che il conto del meccanico è verissimo.
La domanda sorge spontanea, a vedere il rapporto sulle ibride: i produttori hanno forse messo troppa carne al fuoco? Impilare due gruppi propulsori completi nello stesso telaio moltiplica matematicamente le fonti di guasto. Quindi, certo, è quasi naturale che le ibride abbiano più problemi delle altre. In un momento in cui le infrastrutture di ricarica sono ancora acerbe, questa disastrosa affidabilità delle plug-in, però, rischia di spingere l’automobilista medio a tenersi stretto il suo vecchio veicolo.
