Il nome Aurelia non ha bisogno di presentazioni. La pagina social Sezer Design – Concept Cars & Bikes ha pubblicato un render generato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale che immagina il ritorno di uno dei nomi più carichi di storia nella genealogia Lancia. Non è un progetto ufficiale, non c’è Stellantis dietro, non ci sono comunicati stampa.
Il concept libero da ogni vincolo si presenta basso, largo, filante. Il lungo cofano, il tetto arcuato e la coda raccolta rimandano alle gran turismo italiane di un’epoca in cui l’eleganza non era un optional.

Il frontale reinterpreta il classico “calice” Lancia con fari circolari attraversati da sottili elementi luminosi e collegati a una calandra orizzontale: un volto originale ma immediatamente riconoscibile. La fiancata è quasi priva di nervature, con superfici morbide che sembrano modellate dalla luce e grandi ruote carenate che completano la silhouette. Al posteriore, due anelli luminosi sono uniti da una fascia rossa che taglia la coda da parte a parte. Dentro, materiali chiari, illuminazione soffusa e una plancia digitale estesa interrotta soltanto da un orologio centrale.

Portare quel nome è una responsabilità precisa. L’Aurelia B20, presentata nel 1951, introdusse la formula della Gran Turismo 2+2 e il primo motore V6 prodotto in serie. Tre anni dopo arrivò la B24 Spider firmata Pininfarina, portiere senza maniglie esterne, proporzioni impeccabili e coda essenziale, che diventò una delle espressioni più pure dello stile automobilistico italiano.

Lancia sta cercando di ridefinire se stessa, non senza difficoltà. Con il piano FaSTLAne 2030, Stellantis ha affidato la gestione del marchio a Fiat, collocandolo come brand specializzato con un ruolo diverso rispetto ai quattro marchi globali del gruppo.
Il rilancio è partito, ma molto lentamente, dalla nuova Ypsilon. Il passo successivo sarà la nuova Gamma, un crossover fastback da 4,67 metri sviluppato sulla piattaforma STLA Medium, prodotto a Melfi con motorizzazioni ibride ed elettriche. Un’Aurelia, nel piano attuale, invece, non esiste. Forse non esisterà mai.
