Si può sempre fare un passo indietro rispetto al solito “rispetto” per la tradizione per qualcosa di più interessante. Andrei Avarvarii e Matt Murphy, rispettivamente fondatori di Avarvarii Automotive Artworks e MMD, (Matt Murphy Design), sembrano averlo capito bene. Il loro concept di Maserati Quattroporte non è un esercizio nostalgico ma una proposta concreta su dove potrebbe andare una delle berline italiane più cariche di storia.
I designer la descrivono come una “bestia in giacca e cravatta”. La definizione calza a pennello, dice tutto. La Quattroporte ha sempre vissuto in quella zona grigia tra la berlina di rappresentanza e la GT mascherata da limousine. Questo concept non abbandona quella tensione.

All’esterno, il frontale conserva quell’identità aristocratica che il Tridente non ha mai davvero smesso di portare, anche nei momenti in cui sembrava aver perso la bussola. Il corpo della vettura evolve il linguaggio della Maserati GranTurismo, ma con proporzioni da ammiraglia vera. Superfici più tese, un profilo dinamico che non rinuncia alla scenografia, una carrozzeria che guadagna presenza senza diventare rumorosa.

Dentro, la filosofia è la stessa. La pelle color cuoio e il legno naturale a poro aperto convivono con un quadro strumenti semi-digitale e un grande touchscreen centrale. I pulsanti fisici sul volante, le manopole rivestite in pelle, i comandi attorno alla leva del cambio rifiniti in legno. Tutto suggerisce che il lusso vero non ha bisogno di scegliere tra artigianato e tecnologia.

Questo concept non anticipa nulla di ufficiale. Purtroppo, penseranno alcuni (magari molti). Non c’è un comunicato stampa Maserati dietro queste immagini, nessuna conferma di un progetto in sviluppo. Eppure la direzione che indica è difficile da ignorare.
Una Quattroporte capace di restare fedele al proprio nome pur entrando con decisione in una nuova stagione del lusso automobilistico italiano sarebbe esattamente il tipo di automobile che Maserati ha bisogno di mostrare al mondo.
