Il primo trimestre del 2026 ha riportato un po’ di movimento nello stabilimento Maserati di Modena, che tra gennaio e marzo ha visto uscire dalle linee 250 vetture a fronte delle appena 30 prodotte nello stesso periodo del 2025. Si tratta di un aumento del 583% che, pur partendo da una base molto bassa, rappresenta comunque un’inversione di tendenza per uno dei siti più simbolici dell’automotive italiano, rimasto negli ultimi mesi al centro delle discussioni per la tenuta produttiva.

Dietro la ripresa c’è soprattutto il trasferimento a Modena dell’assemblaggio di GranTurismo e GranCabrio, due modelli che oggi coprono circa l’80% dei volumi complessivi del sito. Il rilancio dello stabilimento resta quindi legato a doppio filo al ruolo che Maserati riuscirà a ritagliarsi nei prossimi anni all’interno del gruppo, in una fase in cui la gamma del Tridente è ancora oggetto di riflessioni strategiche che non hanno trovato una risposta definitiva.
I numeri, però, vanno maneggiati con cautela. Lo ha ricordato anche il segretario generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano, che invita a non farsi ingannare dalla crescita percentuale, perché in termini assoluti i volumi restano comunque lontani da quelli che hanno caratterizzato Modena in passato. Il miglioramento c’è, ma non basta ancora per parlare di una fase di stabilizzazione.

La crescita della produzione di Maserati arriva in un trimestre che per Stellantis segna alcuni segnali di ripresa anche sul piano nazionale, con la produzione italiana del gruppo salita del 9,5% e l’obiettivo di chiudere l’anno a 500.000 veicoli prodotti, di cui oltre 300.000 autovetture. Un traguardo che dipenderà dalla tenuta dei modelli attuali e dalla capacità del mercato di assorbire le novità in arrivo.
Il dato del sito modenese, per quanto positivo, lascia comunque diverse domande aperte. Crescere rispetto a un 2025 particolarmente debole era quasi inevitabile e resta da capire se questo primo movimento potrà consolidarsi in una ripresa più stabile nel corso dei prossimi mesi. Molto dipenderà dal nuovo piano industriale di Stellantis, che dovrà chiarire quale spazio Maserati avrà nel futuro del gruppo e quali missioni produttive verranno assegnate agli stabilimenti italiani.
