Maserati potrebbe affidarsi alla Cina per provare a rilanciare la propria presenza nel mercato premium elettrificato. Secondo quanto riportato dal media cinese Yunjian Insight, Huawei, JAC e Stellantis sarebbero in trattativa per sviluppare congiuntamente nuovi veicoli a energia alternativa sotto il marchio Maserati.
Maserati potrebbe collaborare con Huawei e JAC per nuovi modelli elettrificati in Cina
La notizia arriva in un momento particolarmente delicato per il Tridente. In Cina, Maserati sarebbe passata dalle quasi 14.500 consegne del 2017 a poco più di 1.000 unità vendute in un intero anno. Un calo pesante, maturato in un mercato dove i costruttori locali hanno accelerato in modo deciso su elettrificazione, software di bordo, connettività e abitacoli intelligenti.
Il possibile schema industriale seguirebbe il modello già sperimentato da Huawei con la Harmony Intelligent Mobility Alliance, l’alleanza HIMA che coinvolge diversi brand nel segmento premium cinese. In questo caso, Huawei avrebbe un ruolo centrale nella definizione del prodotto e nella fornitura delle tecnologie chiave, mentre JAC si occuperebbe di ricerca, sviluppo e produzione. Maserati, invece, porterebbe il valore del marchio, il design e la promozione del Tridente.
Secondo le indiscrezioni, i modelli destinati al mercato cinese potrebbero essere venduti con il badge Maextro, brand nato dalla collaborazione tra Huawei e JAC. Le versioni per l’export, invece, manterrebbero il marchio Maserati. Il primo modello sarebbe atteso in produzione di massa nella seconda metà del 2026, anche se al momento non risulta ancora firmato un accordo definitivo.
La collaborazione avrebbe una logica industriale precisa. Huawei ha già dimostrato di saper presidiare il lusso elettrificato con la Maextro S800, berlina proposta da 708.000 yuan, pari a quasi 90.000 euro, e forte di oltre 16.000 unità cumulative dall’esordio.

Per Stellantis, già presente nel capitale di Leapmotor, Maserati rappresenterebbe una sfida diversa: non il mercato di massa, ma il lusso tecnologico. Se l’intesa dovesse concretizzarsi, il futuro del Tridente potrebbe davvero passare da Shenzhen.
