Il lusso non si molla: cosa intende fare Stellantis con Maserati

Stellantis ridisegna il futuro con FaSTLAne 2030: Maserati diventa l’unico marchio di puro lusso del gruppo, con due nuovi modelli in arrivo.
maserati, fabbrica

Antonio Filosa è stato chiaro, più o meno. Il manager napoletano ha detto tutto senza dire niente. Durante la presentazione di FaSTLAne 2030, il piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro illustrato all’Investor Day di Auburn Hills, in Michigan, il CEO di Stellantis ha confermato che Maserati e lo stabilimento di Cassino hanno “un futuro” di cui si parlerà nel dettaglio in pochi mesi. Parola sua.

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Per sapere di che futuro si tratti, bisognerà aspettare dicembre, quando a Modena verrà presentata la roadmap completa del Tridente. Nel frattempo, si vive di rassicurazioni.

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Al netto della reticenza sui dettagli, la direzione è tutt’altro che ambigua. Nella nuova architettura di portafoglio disegnata da Filosa, Maserati occupa una posizione separata e distinta rispetto al resto del gruppo. Mentre il 70% dei 36 miliardi destinati a prodotti e brand verrà concentrato sui quattro pilastri globali, Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, più la business unit Pro One, il Tridente viene sottratto alla logica dell’ottimizzazione di massa. Niente piattaforme condivise a ogni costo. Maserati presidia il lusso puro, e lo fa con una certa autonomia rispetto al resto della (affollata) famiglia.

Il piano prevede il rafforzamento dell’identità del marchio, una relazione più diretta con una clientela selezionata e l’arrivo di due nuovi modelli nel segmento E premium, con ogni probabilità le eredi di Quattroporte e Levante, capaci di garantire margini elevati senza inseguire grandi numeri di vendita.

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Il nodo Cassino, però, resta aperto. Lo stabilimento laziale è legato a doppio filo al destino del Tridente, e Filosa ha confermato che le due questioni verranno affrontate insieme a dicembre. “Cassino è un elemento di successo industriale per i due marchi”, ha detto il manager, includendo nell’equazione anche l’Alfa Romeo. Una delle slide di FaSTLAne 2030 cita esplicitamente un “nuovo progetto” di Bottegafuoriserie, l’hub creativo e ingegneristico modenese condiviso tra Maserati e Biscione.

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Sul fronte Alfa Romeo, Filosa ha anche chiarito che il termine “regionale”, con cui il piano classifica il marchio insieme a Chrysler, Dodge, Citroën e Opel, non va inteso come una gabbia geografica. Gli Stati Uniti restano nel mirino.