La nuova Fiat Pandina verrà prodotta nello stabilimento Stellantis di Pomigliano, con un debutto previsto tra il 2028 e 2029. Per lo stabilimento campano si tratta di una notizia fondamentale, perché garantisce continuità produttiva grazie a un modello che nascerà sulla stessa nuova piattaforma destinata anche alla futura Fiat 500 di Mirafiori.
Nelle ultime settimane si era parlato di un possibile trasferimento della Pandina a Torino. L’ipotesi prevedeva di costruire entrambi i modelli sulle stesse linee di produzione, visto che condivideranno la medesima piattaforma, per abbattere i costi. Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l’Europa, ha però voluto rassicurare i lavoratori dello stabilimento campano, affermando che la Pandina continuerà ad essere prodotta a Pomigliano e in numeri consistenti.

Il CEO di Fiat Olivier Francois aveva già anticipato che la Pandina punterà su un prezzo accessibile e un design accattivante. Lo stile pescherà sia dalla prima generazione degli anni ’80 sia dalla recente Grande Panda. La gamma dovrebbe includere versioni ibride e completamente elettriche, entrambe sotto i 15.000 euro. La variante a batteria beneficerà delle più recenti tecnologie Stellantis per offrire un’autonomia competitiva e prestazioni adeguate, rendendola particolarmente interessante per il mercato.
Pomigliano, dopo un lungo periodo di incertezza, può finalmente guardare avanti con maggiore serenità, poiché la Pandina non sarà l’unico modello ad essere prodotto nello stabilimento campano, che di recente ha perso la Dodge Hornet, gemella dell’Alfa Romeo Tonale. Insieme alla Pandina, infatti, arriveranno altre due auto compatte basate sulla piattaforma STLA Small, anche se i brand non sono stati ancora rivelati ufficialmente. Lo scorso anno circolavano voci su possibili modelli di Alfa Romeo e Lancia. Con questi tre veicoli in produzione, entro fine decennio la piena occupazione dello stabilimento potrebbe finalmente diventare realtà. Nel frattempo in casa Fiat si lavora alle nuove Fastback e Grizzly, anche se spunta l’ipotesi del ritorno della Freemont.
