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Red Bull: l’accordo con Porsche non si farà

Quando tutto sembrava pronto per l’arrivo della Porsche in Formula 1, come partner di Red Bull, tutto è finito in un punto morto

Red Bull Porsche F1

Quando tutto sembrava pronto per l’arrivo della Porsche in Formula 1, come partner di Red Bull, tutto è finito in un punto morto in virtù del fatto che l’iconico team anglo austriaco ha declinato la possibilità di cedere il controllo dell’intera organizzazione al costruttore tedesco. Ora, pare che Porsche si alla ricerca di altre alternative.

La Red Bull, negli ultimi giorni, sembrava già aver messo in guardia da possibili anticipate conferme sull’accordo che difatti si è concluso come un nulla di fatto. Al centro della questione ci sarebbe appunto la non volontà di lasciare a Porsche l’esclusivo controllo del team anglo austriaco; l’atteso possibile sodalizio fra Porsche a Red Bull, quindi, non ci sarà. Le conferme sono giunte nelle scorse ore da parte del costruttore tedesco stesso, appartenente al Gruppo Volkswagen, attraverso un comunicato in cui chiude i colloqui e conferma la causa di tale esito forse da molti inaspettato.

“Nel corso degli ultimi mesi, Porsche AG e Red Bull GmbH hanno discusso sulla possibilità che Porsche potesse entrare in Formula 1”, si legge nella dichiarazione. “Le due società sono giunte alla conclusione congiunta che questi colloqui non continueranno più. La premessa era sempre che una partnership si sarebbe basata su una parità di condizioni, che avrebbe incluso non solo una partnership sui motori, ma anche per ciò che riguarda la squadra. Questo non è stato possibile”, secondo la dichiarazione diramata da Porsche.

“Con le modifiche alle regole, il campionato rimane un ambiente attraente per Porsche, che continuerà a monitorare ogni possibilità”, ha aggiunto il costruttore.

Porsche ora vuole guardare oltre la Red Bull

Con questa dichiarazione, Porsche conferma che, sebbene il suo piano iniziale di associarsi a Red Bull sia fallito, il suo interesse a raggiungere la Formula 1 rimane. Ciò significa che ora il costruttore tedesco deve trovare un’altra squadra con cui avviare una possibile collaborazione.

Audi, marchio appartenente al Gruppo Volkswagen così come Porsche, ha recentemente confermato il suo ingresso in Formula 1 a partire dal 2026. Anche se non è stato ancora ufficialmente confermato, il Costruttore die Quattro Anelli svilupperà un accordo con Sauber utile per acquisire la maggioranza delle sue azioni.

Porsche ha la stessa intenzione e ora dovrà trovare un altro partner o esplorare la possibilità di creare una propria squadra da zero, cosa che ad esempio era nelle intenzioni di Michael Andretti senza però giungere a conclusione.

Red Bull Porsche F1

Tuttavia, è probabile che sia la Federazione che i team, che la stessa Formula 1, vedano l’arrivo di Porsche come undicesima squadra con occhi migliori. La cosa, sebbene ciò significherebbe una struttura in più per ricevere i profitti del campionato, comporterebbe anche un notevole contributo, in termini di prestigio e interesse, generando potenziali guadagni più elevati.

In ogni caso, questo ritarda i piani di Porsche, anche se non ferma lo sviluppo del nuovo motore 2026 che ha iniziato a prendere forma già mesi fa indipendentemente dai rapporti, ormai conclusi, con Red Bull.

Un propulsore “fatto in casa”

Il grado di coinvolgimento di Porsche in Red Bull sembra essere stato quindi il fattore chiave della rottura, dal momento che proprio Red Bull guardava ad una collaborazione come partner, eventualità evidentemente poco “apprezzata” da Porsche che avrebbe voluto acquisire almeno il 50% del team anglo austriaco.

“Ovviamente, con la Red Bull che è diventata un vero e proprio costruttore di propulsori è sempre stato naturale avere conversazioni con altre entità”, ha ammesso Chris Horner a Motorsport.com. “Quelle discussioni ora si sono concluse poiché non era giusto per il coinvolgimento della Red Bull in Formula 1″.

Il progetto Red Bull Powertrains è apparso troppo dispendioso in termini di risorse per essere messo da parte con l’ingresso di Porsche. “Ci siamo impegnati a diventare un costruttore di propulsori un anno e mezzo fa. Abbiamo investito massicciamente in strutture e personale; il primo motore Red Bull è stato acceso circa un mese fa”, ha continuato Horner.

“Quindi è un nuovo capitolo tremendamente eccitante per Red Bull e non è mai stato condizionato o dipendente dal coinvolgimento di una terza parte. Questo non è mai stato un prerequisito”, ha aggiunto il team principal di Red Bull riferendosi al tipo di aziende che non producono individualmente i propri prodotti.

Quindi, un supporto finanziario da parte di Porsche non sarebbe stato vantaggioso per Red Bul? “Sì, ma solo se si adatta al nostro DNA e alla nostra strategia a lungo termine”, ha affermato Horner, chiarendo che i due punti di vista stavano andando in direzioni molto diverse visto che il costruttore tedesco possiede un “DNA molto diverso”.

Red Bull Porsche F1

Pertanto le conversazioni per il 2026, pur avendo subito un completo turnaround, continuano a svolgersi tra Red Bull e i diversi candidati da associare a quelli di Milton Keynes. “Siamo completamente concentrati su un propulsore Red Bull. Se ci fosse un partner che la pensa allo stesso modo e che potrebbe apportare qualcosa al progetto, ovviamente dovrebbe essere preso in considerazione, ma non è un prerequisito fondamentale”, ha affermato. “Pensiamo che per la competitività a lungo termine della squadra sia assolutamente la cosa giusta da fare. E, naturalmente, ci sono anche altre opportunità che si presenteranno”, ha concluso Horner.

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