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Renault: 1 mld di fatturato annuo dal riciclo entro il 2030

Entro il 2030 Renault mira a un miliardo di fatturato all’anno, derivante dal riciclo dei componenti e del ricondizionamento delle batterie.

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Nel raggiungimento dei traguardi commerciali e finanziari, Renault mira ad apportare il suo contributo per i temi ecologici. Stando alle stime effettuate dal Costruttore d’oltralpe, il business del riciclaggio dei componenti e del ricondizionamenti delle batterie è potenzialmente in grado di generare 1 miliardo di euro all’anno entro il 2030. Al centro delle iniziative attuate dal brand lo stabilimento di Flins, presso Parigi. Tuttavia, il progetto Refactory avrà luogo pure in altre città come Siviglia, in Spagna.

Il Chief Executive Officer Luca De Meo ripone notevoli speranze a riguardo del Sistema di economia circolare messo in atto. Dal 2025 dovrebbero vedersi i primi frutti, con 200 milioni di euro di fatturato fino al miliardo preventivato entro la conclusione del decennio. Per compiere lo scatto decisivo le parti coinvolte porranno in atto una serie di attività, suddivise in 4 classi.

Renault: soltanto Re-Trofit ha già ricevuto il via libera

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Finora è pienamente operativo soltanto Re-Trofit, impianto dove vengono accorpati i lavori di retrofit e di ricondizionamento delle auto usate. Inaugurata lo scorso mese di settembre, la Factory VO si è già preso carico di più di 1.500 veicoli. Nell’arco del prossimo biennio, la dirigenza ha in mente di incrementare gli sforzi e di affiancare dei servizi complementari, a cominciare dalla riparazione delle carrozzerie pesanti. Lungo tale intervallo temporale, gli addetti interpellati avranno peraltro l’onere di esaminare la possibilità di garantire il retrofit per la conversione dei mezzi commerciali.

Gli altri punti del piano

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Il secondo punto del piano è il cosiddetto Re-Cycle, volto a fondere in un unico polo le manovre di riciclo e riutilizzo di materiali e componenti. Tra il 2021 e il 2022 è previsto l’approdo delle squadre di esperti nel remanufacturing dei componenti meccanici della fabbrica di Choisy-le-Roi, così da rendere realtà l’ottimizzazione dei pezzi e dei ricambi reimpiegati nella Factory VO e nel Gruppo. Nel mentre, si amplierà il raggio d’azione alla riparazione delle schede elettroniche.

La seconda vita delle batterie e delle nuove energie sarebbe fuori portata senza Re-Energy. Qui entra in scena Gaia, filiale Renault incaricata alla riparazione delle batterie, la quale da 2 mila unità, entro fine 2021, supererà la soglia delle 20 mila entro il 2030. In stretta sinergia assieme a Mobilize, la struttura di Flins passerà da una capacità di 15 MWh a 30 MWh nel 2021 e 2022. A partire dal 2022, sempre il sito di Flins accoglierà i lavori di assemblaggio delle celle a combustibile, stazioni di ricarica e fornitura di idrogeno nell’ambito della joint-venture Hyvia.

Infine, Re-Start raduna, sotto la stessa ala tre entità distinte: realizzazione in stampa 3D dei concept di robot; elaborazione dei veicoli commerciali; campus adibito a corsi di formazione professionale. Nell’arco dei mesi a venire la preparazione offerta salirà di grado, al fine di rafforzare il processo di ricerca e sviluppo in merito all’economia circolare.

 

 

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